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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Città Napoli

Tumori e rifiuti, è guerra tra ministro e comitati

Il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha reso noto il rapporto sulla situazione epidemiologica campana: "Non è accertato il nesso con i rifiuti tossici". Forti contestazioni dai comitati che lottano contro discariche e roghi tossici: "Si nega l'evidenza"

NAPOLI - Tra Napoli e Caserta si muore prima che in altre regioni italiane. I tumori continuano a mietere vittime. Ed è colpa anche dei rifiuti tossici e degli sversamenti illegali, ma non solo. È possibile infatti che si muoia di più perché in Campania è più difficile curarsi. Questa la tesi sostenuta nella relazione finale del gruppo di lavoro sulla "Situazione epidemiologica della regione Campania ed in particolare delle province di Caserta e Napoli, con riferimento all'incidenza della mortalità per malattie oncologiche" che è stata presentata ieri ad Aversa dal ministro della Salute, Renato Balduzzi.

TUMORI IN AUMENTO - In Campania le malattie del sistema circolatorio rappresentano la causa principale dei decessi. Seguono le malattie dell'apparato respiratorio e dell'apparato digerente oltre al diabete mellito. Per quanto riguarda i tumori maligni, la mortalità tra gli uomini è superiore ai valori dell'intera Italia per il contributo delle province di Caserta (solo per gli uomini) e di Napoli (per entrambi i generi), con tassi particolarmente elevati per tumori di fegato, laringe, trachea-bronchi e polmone, prostata, vescica (nelle donne solo del fegato, della laringe e della vescica). E soprattutto in Campania si viene colpiti dal cancro ai polmoni in maniera significativamente superiore che nel resto d'Italia.

ASPETTATIVE DI VITA RIDOTTE DI DUE ANNI - Quello di ieri ad Aversa è stato un confronto molto teso: da un lato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, dall'altro i rappresentanti dei comitati, dei movimenti civici che lottano contro discariche e roghi tossici e che da anni chiedono la bonifica del territorio. C'è un dato che preoccupa centinaia di migliaia di cittadini che vivono al confine delle province di Napoli e di Caserta, in un'area devastata dalle ecomafie ma anche costellata da decine di discariche legali: è l'aumento dei tumori che riduce di due anni le aspettative di vita.

Ma il ministro, intervenuto ieri sera ad Aversa ad un convegno promosso dal Movimento ecclesiale di impegno culturale (tenuto nella sede della facoltà di ingegneria) ha detto che "al momento non risulta un nesso causale accertato tra la presenza e lo sversamento di rifiuti e l'alto tasso di tumori che nelle province di Caserta e Napoli rende l'attesa di vita minore di due anni rispetto al resto del territorio. Comunque non si può escludere una implicazione".

"Se è vero che il tasso di mortalità per tumori - ha dichiarato il Ministro - specie tra i maschi è maggiore nelle province di Caserta e Napoli - in quest'ultima per entrambi i generi - rispetto al resto della Campania e del Paese, in particolare quelli riguardanti il fegato, la laringe e i polmoni, è anche vero che il trend in valore assoluto negli ultimi vent'anni si è invertito".

Il ministro, prima di prendere parte al convegno, nel corso della conferenza stampa che si è svolta al Comune ha sentito le voci dei rappresentanti dei vari comitati. Lungo il tragitto tra il Comune e la sede della facoltà di Ingegneria ci sono stati momenti di tensione ma il ministro ha detto: "Capisco qui c'è tanta disperazione ma i problemi non si risolvono gridando ed urlando e ci sono modi più utili. Io tra 15 giorni sarò di nuovo qui". "Questo - ha aggiunto Balduzzi - è solo un primo quadro di riferimento che verrà aggiornato entro la fine del mese di gennaio".

Per il responsabile del dicastero della Salute urge però "un cambio di marcia ed una regia unica che coordini tutti gli interventi in corso nell'agro aversano". In questo angolo della Campania anche la Chiesa, con il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, è in prima linea per chiedere le bonifiche. E lo stesso ministro ha assicurato che "occorre potenziare le campagne di screening, il sistema di cure ed avviare le bonifiche dei siti inquinati". Per Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia e sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che ha contribuito alla stesura del Rapporto del gruppo di lavoro del ministero della Salute sulla situazione epidemiologica in Campania nella regione "la mortalità, sia per tumori che per altre cause, come d'altronde nel resto dell'Italia, è in diminuzione.

I dati del Rapporto non confermano, dunque, un aumento della mortalità né un aumento della frequenza dei tumori nella regione, e la maggiore mortalità si registra per malattie cardiovascolari e non per cancro". "Ferma restando la validità dei dati forniti dal ministero della Salute, che tra l'altro denotano una significativa riduzione dei tassi di mortalità, anche grazie al lavoro messo in campo, è prioritario interesse della Regione Campania mettere in campo tutti gli strumenti per trovare quanto prima soluzioni dirette a salvaguardare la salute dei campani" ha assicurato il consigliere del presidente Caldoro per la Sanità, Raffaele Calabrò mentre per l'assessore regionale all'Ambiente, Giovanni Romano "non va sottaciuto che il nostro territorio paga per decenni di scelte scellerate. Decenni in cui non c'é stato alcun rispetto per l'ambiente".

Ma la cittadinanza attiva (tra cui il presidio antidiscarica di Chiaiano, Marano e Mugnano, gli attivisti della Rete Stop Biocidio, le Mamme Vulcaniche e i Comitati contro i roghi tossici) che da anni lotta contro lo scempio ambientale in atto in Campania, che vive sulla propria pelle la tragedia continua e costante dei roghi tossici e delle campagne inquinate dallo sversamento di scarti tossici industriali (provenienti soprattutto dalle industrie del nord, ma anche dalle fabbriche abusive del sud), ha contestato duramente le parole del Ministro. "Si continua a negare l'evidenza - hanno dichiarato i comitati ai tanti giornalisti presenti - continuano a dirci che moriamo perché mangiamo male e fumiamo troppo e non perché ci stanno avvelenando con i rifiuti tossici". Grida e urla, quindi, dettate dall'esasperazione, dalla disperazione e dalla mortificazione di vedere ogni giorno, sempre di più, devastata la propria terra e messa in grave pericolo la propria salute. (da NapoliToday)

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