Lunedì, 27 Settembre 2021
SENTENZE

Milano, ucciso da tumore per le sigarette: "Azienda paghi un milione alla famiglia"

E' la prima volta in Italia che un'azienda del tabacco è costretta a risarcire la famiglia di un uomo morto per tumore. Il giudice: "Nesso tra tabacco e morte"

ROMA - Dopo la Florida ecco la prima volta dell'Italia. La British American Tobacco dovrà risarcire con un milione di euro la famiglia di un impiegato, stroncato all'età di cinquantaquattro anni da un tumore ai polmoni a causa del troppo fumo. 

A ordinarlo, sulla scia di quanto successo in America con la Camel condannata a pagare diciassette miliardi alla vedova di un fumatore, il giudice civile di Milano, Stefania Illarietti. "Semplici" le motivazioni: "Non può dubitarsi - si legge nella sentenza - il nesso causale tra l'attività di assunzione di tabacco e l'evento morte". Da qui la condanna all'azienda che si farà carico, come previsto dal giudice, anche degli interessi, delle spese legali e del costo del funerale dell'uomo. 

Il provvedimento, di cui nei giorni scorsi sono state pubblicate le conclusioni e che è già esecutivo, si fonda su una sentenza con cui la Cassazione aveva inquadrato "l'attività di commercializzazione e produzione" di sigarette, pericolosa". Ma soprattutto fa leva sul fatto che prima del 1991, quando è diventato obbligatorio per legge, sui pacchetti di sigarette non compariva ancora l'avvertenza dei danni provocati dal fumo e del "rischio cancerogeno". 

Quindi, scrive il giudice, "i 26-27 anni" di fumo "prima dell'entrata in vigore della norma sono molto più rilevanti dei 13-14 anni del periodo successivo" e, "il ruolo dei primi 26-27 anni di esposizione è circa venti volte più rilevante rispetto a quello dei successivi 13-14 anni". (da MilanoToday)

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