Venerdì, 18 Giugno 2021
Milano

I ristoratori che bloccano il traffico per protesta: "Fateci lavorare"

Un corteo dei lavoratori del settore ristorazione ha fermato la circolazione nel centro di Milano: ''Senza ulteriori aiuti e riforme siamo destinati a morire''

La protesta dei ristoratori a Milano (Foto da MilanoToday)

Continua la protesta dei ristoratori di Milano che, dopo la manifestazione davanti alla Prefettura, oggi giovedì 21 gennaio, hanno bloccato il traffico con un corteo che ha sfilato in viale Fulvio Testi e in centro città. 

Milano, ristoratori bloccano il traffico per protesta 

I lavoratori del settore ristorazione sono scesi in piazza per manifestare contro le politiche di chiusura imposte dal Governo a causa del Covid, ribadendo che senza aiuti l'intero settore sta andando verso il fallimento. "Fateci lavorare", il messaggio scritto sui cartelli dei dimostranti. Nella giornata di oggi, intanto, al palazzo della Regione si attende il pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso presentato dalla Giunta Fontana contro la zona rossa in Lombardia.

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Milano, la manifestazione davanti alla Prefettura

Il blocco del traffico arriva dopo la manifestazione dal nome 'Basta siamo stremati' organizzata vicino alla Prefettura: "Senza ulteriori aiuti e riforme strutturali la ristorazione muore" è il grido d'allarme e di dolore lanciato dagli imprenditori, capitanati dal ristoratore Alfredo Zini. "Le misure economiche e di sostegno che il governo, le Regioni e i Comuni che hanno preso fino a oggi - spiegano in una nota - e che riguarda il settore dei ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie, discoteche, pub, gelaterie e locali serali, sono insufficienti per non far fallire migliaia di imprese del settore e che al momento non stanno dando risposte per salvare attività che svolgono un ruolo sociale e promozionale del territorio. Noi imprenditori siamo stremati perché nelle ultime settimane abbiamo sentito parlare di ristori che onestamente sono arrivati, ma non sufficienti per pagare le spese fisse e le cartelle di pagamento dei tributi locali, di F24 e bollette della luce e del gas, se questi ristori non arriveranno in tempi rapidi molti di noi imprenditori saranno costretti a chiudere definitivamente, anche perché a molte imprese sono già stati sospesi i servizi essenziali come luce e gas".

Tra poche settimane, rimarca Zini, "riprenderanno i pagamenti delle scadenze fiscali e le rate dei mutui che sono stati sospesi nel 2020, quindi si avrà una pressione fiscale altissima, tutto questo non farà altro che indebitare ancor di più le aziende che difficilmente riusciranno a sopravvivere dopo questi 12 mesi drammatici, quindi una situazione insostenibile per molti". I ristoratori lanciano quindi alcune proposte per poter continuare a fare il loro mestiere. Al primo posto la riduzione proporzionata del pagamento della contribuzione del costo del lavoro, tasse, tributi locali ed energia riparametrato alle restrizioni imposte dal distanziamento e dalle chiusure anticipate, così da poter garantire occupazione e non fallire. Quindi si chiede di rinnovare il credito di imposta per le locazioni e sollecitare i locatori alla riduzione degli affitti compensando con l'estensione alle attività commerciali della legge n. 176 del 2020 (rimborso del 50% sulla riduzione degli affitti).

Cosa chiedono i ristoratori

I ristoratori chiedono inoltre l'utilizzo dei fondi regionali per il sostegno economico alle micro imprese con bandi semplificati e con burocrazia semplificata e di rifinanziare i bandi già chiusi per esaurimento dei fondi, ma che hanno escluso molte imprese dai finanziamenti. Tra le richieste anche l'allineamento a 30 anni dei finanziamenti bancari garantiti dallo Stato, allungamento del periodo di preammortamento e snellimento delle pratiche per l'erogazione. Possibilità di includere mutui preesistenti nelle condizioni art. 13 comma 1 dl 23/2020 - Decreto Liquidità Imprese. Inoltre, si chiede un confronto con le amministrazioni locali e con la Regione per rivedere il criterio delle aperture dei pubblici esercizi nei centri urbani (direttiva Bolkestein) e dei regolamenti in materia di occupazione suolo pubblico e tassa dei rifiuti nonché l'istituzione di un Commissario straordinario, competente del settore Ho.re.ca, per gestire tempi e modalità di apertura, erogazione dei ristori e per avviare un processo di riforme strutturali necessarie al settore per la ripartenza e per la sopravvivenza tenendo il più possibile lontano infiltrazioni malavitose. Infine, gli imprenditori del settore invocano la lotta "a tutto l'abusivismo che nel nostro settore è diventato un male incurabile (circoli privati, sagre, vendita di alcolici, ristohome ecc.)".

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