Mercoledì, 12 Maggio 2021
Genova

Roberta Repetto: il medico e il santone che volevano curare il tumore con le tisane accusati di omicidio

40 anni, agente immobiliare e insegnante di yoga, è morta stroncata dalle metastasi di un melanoma. Era ospite di un centro dove, secondo l'accusa, lei e gli altri sono stati plagiati

Roberta Repetto, 40 anni, agente immobiliare e insegnante di yoga, è morta stroncata dalle metastasi di un melanoma. Dopo un' agonia durata due anni.  Raccontata giorno dopo giorno tramite mail e chat ai due uomini a cui si era affidata completamente. Sono finiti in carcere il santone Vincenzo Paolo Bendinelli, fondatore del centro olistico Anidra, paradiso terreste a Borzonasca sulle alture di Chiavari, e il medico dirigente di chirurgia generale dell'ospedale di Manerbio (Brescia), Paolo Oneda.

Roberta Repetto: il medico e il santone che volevano curare il tumore con le tisane accusati di omicidio

I due sono accusati di omicidio volontario con dolo eventuale e sono indagati anche per violenza sessuale e circonvenzione di incapace così come una psicologa, fidanzata del medico, la dottoressa Paola Dora. L'inchiesta parte il 9 ottobre 2020 quando Roberta muore all'ospedale San Martino di Genova. Il suo corpo è invaso dalle metastasi di un melanoma curato, secondo quanto scoperto dai carabinieri del nucleo investigativo, guidati dal generale Alberto Tersigni e dal maggiore Francesco Filippo, con tisane zuccherate e meditazione o immersioni purificatrici nel fiume vicino al centro. 

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Gabriella Dotto, si incrociano con un altra caso segnalato in un esposto dai familiari di una giovane bresciana ospite del centro. Secondo i genitori la figlia sarebbe stata plagiata e costretta ad avere rapporti sessuali con Bandinelli e con gli altri capi dell'Anidra. Gli investigatori hanno scoperto che a portare donne fragili al centro era fondamentalmente la psicologa. Gli ospiti pagavano una quota fissa di cinque mila euro più un contributo volontario. Oltre al denaro, le ragazze e i ragazzi lavoravano per l'agriturismo come camerieri, donne delle pulizie, cuochi, giardinieri, contadini. 

GenovaToday racconta che la donna, immersa ormai nell’ecosistema creato da Bendinelli, non solo dipendente della struttura ma anche seguace della sua filosofia, si sarebbe rivolta a lui e al chirurgo Paolo Oneda per un neo verrucoso sanguinante. Sarebbe quindi stato deciso, nel 2018, di operarla per rimuoverlo. Non in ospedale però, ma nella struttura di Borzonasca. Ascoltando i familiari di Repetto, che hanno presentato la denuncia che ha portato all’inchiesta, la donna sarebbe stata operata su un tavolo da cucina, senza anestesia, e nei mesi successivi le sue condizioni di salute si sarebbero progressivamente aggravate, e di questo sia Bendinelli sia Oneda erano consapevoli.

Così un santone e un medico hanno ucciso Roberta

Secondo l'ipotesi della procura gli ospiti venivano plagiati: dovevano digiunare per 20 giorni e nel frattempo lavorare. Il santone avrebbe deciso anche sulla vita sessuale: ogni ospite, è l'ipotesi dell'accusa, doveva avere rapporti sessuali con lui o con gli altri dirigenti che lui indicava. "Voi non avete mai provato il vero piacere - avrebbe detto - ma con la disciplina tantrica ve lo insegno io". E Roberta, che al centro ha dato 60 mila euro, sarebbe stata una delle vittime. 

A raccontare il calvario di Roberta, Renzo Repetto e Maura Malatesta, suoi genitori, a La Stampa: «Si è allontanata da noi per dodici anni, abbiamo provato a salvarla, però ormai era tardi. Ma quanto accaduto deve servire a evitare che tragedie del genere si verifichino in futuro».

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