Venerdì, 18 Giugno 2021
Criminalità / Roma

Roma, sigilli "anti-mafia" al ristorante Il Barroccio al Pantheon

La Direzione distrettuale antimafia ha sequestrato "in maniera preventiva" il 60 per cento delle quote societarie del locale di via dei Pastini. Dietro il locale l'ombra della criminalità organizzata

ROMA -  La Direzione distrettuale antimafia ha posto sotto sequestro "preventivo" il 60% delle quote della società Barroccio 2015 S.r.l., insieme al suo intero patrimonio aziendale costituito dal ristorante "Il Barroccio", nella centralissima via dei Pastini, in zona Pantheon, nonché la somma di 70.000 euro circa, depositata su un conto corrente bancario. 

LA CRIMINALITA' - Lo rende noto la DIA precisando che i beni appartengono a Salvatore Lania, l'imprenditore calabrese di Seminara residente a Roma, arrestato il 12 marzo scorso e al quale erano già stati sequestrati due altri famosi ristoranti - "Il Faciolaro" e "La Rotonda", siti nella stessa via della Capitale - nonché altri beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Il sequestro odierno, eseguito dagli investigatori della DIA di Roma, "è il risultato delle attività di approfondimento e degli ulteriori accertamenti effettuati a carico del Lania a seguito dell'operazione del marzo scorso". Il valore dei beni in sequestro ammonta a circa un milione di euro

5MILA RISTORANTI "SPORCHI" - Sono almeno cinquemila i locali della ristorazione del nostro Paese nelle mani della criminalità organizzata che approfitta della crisi economica per penetrare in modo sempre più massiccio e capillare nell'economia legale. E' quanto afferma la Coldiretti in relazione al blitz della Direzione investigativa antimafia con il sequestro del ristorante "Il baroccio" nel centro della Capitale di proprietà dello stesso imprenditore a cui nel marzo scorso erano stati sequestrati altri due ristoranti vicini, "Il faciolaro" e "La rotonda" nella zona Pantheon.

RICICLAGGIO - "Acquisendo e gestendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi le organizzazioni criminali hanno la possibilità di rispondere facilmente ad una delle necessità più pressanti - spiega Coldiretti - riciclare il denaro frutto delle attività illecite", come è emerso dal terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare. (da Roma Today)

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