Giovedì, 13 Maggio 2021
Milano

"Mia madre è morta a 88 anni dopo essere stata investita da un monopattino": la denuncia della figlia

La donna è deceduta un mese e mezzo dopo l'incidente. Sua figlia chiede giustizia: "Se non fosse stata investita sarebbe ancora viva. Tragedie come questa non devono più ripetersi"

Foto di repertorio Ansa

Lo scorso 29 gennaio Rosanna Rossi, 88 anni, è stata investita da un ragazzino a bordo di un monopattino elettrico mentre camminava con le buste della spesa verso casa lungo viale Zara, a Milano. L'11 marzo, mentre stava affrontando un percorso di riabilitazione proprio in seguito a quell'incidente, la donna è morta e ora sua figlia chiede giustizia: senza quell'incidente, dice, sua madre sarebbe ancora viva.

Nell'impatto con il monopattino, la donna era caduta a terra. Un incidente che inizialmente non sembrava nulla di che, tanto che sul posto non era stata chiamata nemmeno l'ambulanza e l'anziana era stata soccorsa una negoziante, che aveva poi fatto una ramanzina al gruppo di ragazzini presenti. Qualche ora più tardi il dolore per l'impatto e la caduta avevano iniziato a farsi sentire via via più forte, fino alla scoperta che la donna aveva delle fratture al polso e al femore. Da lì il ricovero in ospedale, al Galeazzi. Poi, qualche giorno fa, il trasferimento alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone, per un lungo periodo di riabilitazione che si sarebbe dovuto concludere il 19 marzo.

Rosanna Rossi morta dopo essere stata investita da un monopattino a Milano

Ancora pochi giorni e la donna sarebbe finalmente potuta tornare a casa dai suoi cari. Mercoledì 10 marzo però le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate e nel giro di poche ore è entrata in coma. Il giorno dopo è morta. "Tutta colpa di un'infezione unita allo stress", ha raccontato la figlia Cristina. "Se non ci fosse stato questo maledetto incidente mia madre sarebbe ancora qui: avrebbe compiuto 89 anni a maggio e probabilmente avrebbe vissuto ancora per un bel po' dato che era autonoma in tutto e per tutto".  

Il fascicolo in mano agli agenti del commissariato Garibaldi-Venezia che da gennaio stavano indagando sull'incidente ora è cambiato: da "lesioni colpose" ora si indaga per "omicidio colposo". La polizia è al lavoro per risalire all'identità del ragazzino che ha travolto Rosanna Rossi e l'ha fatta cadere a terra. Tragedie come questa non dovrebbero più accadere, è il grido di dolore di sua figlia. "Non voglio un risarcimento – dice la donna – Mia mamma ora non c'è più e nessuno me la restituirà. Non voglio neanche rovinare la vita al ragazzino che l'ha fatta cadere. Voglio solo che non si ripeta più una tragedia come questa". Per lei è una "questione culturale", perché "i monopattini non devono andare sui marciapiedi e non devono essere equiparati alle bici dato che possono essere molto più pericolosi".

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