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Lunedì, 23 Maggio 2022
Città Modena

Samantha Migliore morta dopo l'intervento estetico al seno, la svolta: cosa hanno scoperto

Una donna nota come "Pamela" è indagata a piede libero. Si è costituita. Non è una vera estetista. Il celebre chirurgo Santanchè: "Quello che si è verificato a Modena non è uno scandalo medico. E' stato un atto criminale, commesso da una persona senza alcuna competenza, non autorizzata". Samantha Migliore lascia cinque figli

E' durata un giorno soltanto la latitanza dell'estetista (o presunta tale), 50 anni, protagonista delle iniezioni che sono costate la vita a Samantha Migliore, la 35enne di Maranello deceduta ieri dopo il trattamento di ritocco al seno. La donna è indagata a piede libero. L'autrice delle punture è una transessuale che la vittima e i famigliari conoscevano come "Pamela", sulla quale al momento non si hanno informazioni precise. Si è costituta dai carabinieri della caserma di Cento, insieme ai propri legali.

L'indagata non è un'estetista

"Pamela" era fuggita dall'abitazione di via Vespucci dopo essersi accorta che le condizioni di Samantha stavano peggiorando. Come ha raccontato il marito della vittima, in pochi istanti aveva recuperato l'attrezzatura e si era dileguata senza lasciare tracce, consigliando solo di dare da bere acqua e zucchero alla 35enne, ormai prossima a perdere conoscenza per non riacquistarla più.

Spetta alla magistratura valutare la posizione della donna, indagata a piede libero dalla Procura di Modena per esercizio abusivo della professione, omissione di soccorso e morte in conseguenza di altro reato. "La mia assistita è sconvolta, e non è vero che è fuggita. Quando la signora si è sentita male era lì, anche quando è stata chiamata l'ambulanza, si è allontanata solo dopo. Poi ieri mattina ha letto su internet che la signora era deceduta e allora si è andata a costituire", ha spiegato l'avvocato Andriulli.

La 50enne non è dunque una estetista, ma lavora come "stilista e organizzatrice di eventi" e secondo il legale conosceva da tempo Samantha Migliore, perché sono entrambe originarie di Napoli. In questi giorni si trovava a Cento, dove vive il suo compagno, e ieri doveva spostarsi a Milano per organizzare un evento. Già alcuni anni fa, avrebbe praticato alla 35enne un trattamento simile a quello fatto l'altro giorno. "Credo si tratti di una puntura, avevano parlato di soldi - ha detto il legale - ma non erano state pattuite cifre e comunque non aveva ricevuto denaro. Il trattamento alla fine è stato fatto in amicizia. Non è tornata a Napoli, dove vive, ma si trova ancora a casa del compagno".

La Procura di Modena tra l'altro disporrà l'autopsia sul corpo per capire quali siano state le cause del decesso, a partire dal tipo di sostanza che le è stata iniettata (per il trattamento al seno, sarebbe stato pattuito un compenso da 1.200 euro secondo il marito della vittima).

Santanchè: "Non è uno scandalo medico. E' stato un atto criminale"

"Quello che si è verificato a Modena non è uno scandalo medico. E' stato un atto criminale, commesso da una persona che medico non è, senza alcuna competenza, non autorizzata, che ha fatto chissà che cosa su una persona che purtroppo ha accettato di farselo fare". E' la riflessione di Paolo Santanchè, specialista in chirurgia plastica, che all'Adnkronos Salute commenta quella che definisce "una brutta storia", la morte di una 35enne nel Modenese, Samantha Migliore, dopo un'iniezione proposta come trattamento estetico al seno ed eseguita in casa da una persona che si presentava come un'estetista, la quale è fuggita appena ha visto la donna stare male, per poi costituirsi il giorno dopo.

"Chiariamo bene - puntualizza Santanchè - qui non c'entra niente la chirurgia estetica, la medicina estetica. Non c'è un medico che fa una cosa disonesta, scorretta, ma un criminale comune che fa un'azione che non ha senso. E' come considerare un'azione medica quella della mammana che procura l'aborto coi ferri da calza. Cosa c'entra la medicina con questo? Io in questo caso posso esprimere il disappunto che esprimerebbe una qualunque persona. Non consideriamolo un problema della medicina, perché è una cosa diversa. Mentre da medico posso scandalizzarmi se vedo morire una donna che va da uno specialista che le fa un intervento in ambulatorio, le fa una bella dose di anestetico e la manda in arresto cardiaco. Questo sì, lo vedo come uno scandalo medico perché è stato eseguito un intervento chirurgico in un ambulatorio, in contrasto con una legge regionale che lo proibisce. E' successo qualche anno fa in Lombardia. E mi posso scandalizzare se poi questo ambulatorio viene riaperto e se a chi esercita in maniera scorretta non viene stracciata la laurea".

Ma, conclude, "nel caso di un'estetista che fa cose simili non posso chiamare in causa una riflessione sul rispetto delle regole in medicina estetica. In una discussione fra chirurghi plastici qualcuno diceva che dobbiamo lavorare sulle regole. Ma le regole ce le possiamo imporre noi come categoria, una persona esterna se ne fa un baffo delle nostre regole, non verrà mai sanzionata, né toccata in alcun modo".

Chi era Samantha Migliore

Samantha Migliore aveva 35 anni e viveva a Maranello. Sui giornali era finita in circostanze drammatiche due anni fa, dopo essere stata vittima di un tentato omicidio da parte del compagno. Era successo la mattina del 16 novembre 2020, quando lo stesso uomo si era presentato ai carabinieri confessando di aver sparato con una pistola alla compagna dopo una lite.  Samantha era quasi miracolosamente sopravvissuta a quel colpo, che le aveva procurato una frattura superficiale delle ossa craniche.

Aveva cinque figli, due avuti con il primo marito e tre con l'ex compagno che due anni fa ha provato a ucciderla con un colpo di pistola. Si era sposata poco più di un mese fa con Antonio Bevilacqua, che ieri era in casa quando è avvenuto il dramma. La moglie è morta tra le sue braccia, vani i soccorsi.

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