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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca / Palermo

Uccise la sorella della ex, niente ergastolo: "Era capace di intendere, non di volere"

Samuele Caruso, l'uomo che nell'ottobre del 2012 ferì la ex fidanzata e uccise la sorella di lei, non sarà condannato all'ergastolo perché una perizia ha stabilito che "era capace di intendere, ma non di volere"

PALERMO - Aveva aspettato la sua ex sotto casa. Voleva farle pagare quell'addio che lui non aveva mai accettato. Un agguato in piena regola, la discussione che si trasforma presto in litigio, poi la tragedia: Samuele Caruso caccia un coltello e colpisce Lucia Petrucci, la sua ex. Carmela, solo 17 anni, tenta di difendere la sorella: morirà per coltellate dell'uomo.

Oggi, a poco più di un anno da quel tragico 19 ottobre 2012,  Samuele Caruso è in carcere ma non sconterà l'ergastolo. A cambiare la posizione dell'omicida, reo confesso, è stata la perizia degli esperti nominati dal giudice. "L'imputato - si legge nel documento anticipato da La Stampa - era capace di intendere, ma non di volere". 

E ancora: i periti avrebbero considerato Caruso "socialmente pericoloso perché in presenza di situazioni particolari si potrebbero riattivare in modo non prevedibile analoghi comportamenti criminosi".

L'incapacità di volere, però, è sinonimo di sconti di pena, che con il rito abbreviato potrebbe scendere sotto i vent'anni, con la possibilità di scontarne una parte in un ospedale psichiatrico. (da PalermoToday)

Ragazza uccisa a Palermo: il dolore di amici e parenti | TmNewsInfophoto

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