Venerdì, 18 Giugno 2021
Costa Concordia

Schettino: "Il mio più grande errore non essere morto quella notte"

In un libro scritto con la giornalista Rai Vittoriana Abate il comandante della Concordia ricostruisce "tutto ciò che non è stato detto del naufragio"

"Il mio più grande errore è di non essere morto quella notte del naufragio". A scriverlo è Francesco Schettino, nel primo capitolo del libro "Le verità sommerse" (Graus Editore) scritto con la giornalista Rai Vittoriana Abate che da sempre si occupa di cronaca nera e giudiziaria.

Una sorta di memoriale che traccia un ritratto diverso dell’uomo Francesco Schettino rispetto a ciò che è emerso dal processo mediatico. Nel volume la giornalista racconta "trent’anni di mare e ciò che non è stato detto del naufragio: dagli atti del processo alla scatola nera, e le testimonianze sia dell'equipaggio che di un considerevole numero di passeggeri mai sentite prima".

Un libro corposo - 608 pagine - in cui l'ex comandante spiega la dinamica dell’incidente costato la vita a 32 persone, per il quale Schettino è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Grosseto a 16 anni di carcere. 

La Abate punta a far luce soprattutto sugli aspetti tecnici che hanno portato al naufragio: perché, ad esempio, il generatore d’emergenza andò in tilt ? E cosa c’è di vero sul malfunzionamento delle porte stagne? Interrogativi a cui Abate tenterà di dare risposta sulla base delle carte processuali e di quanto emerso dalla scatola nera della Concordia. Oltre che, ovviamente, attraverso il racconto diretto di Schettino. (Da NapoliToday)

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