Venerdì, 5 Marzo 2021
Milano

"Non sono il vostro schiavo negro": bufera dopo la frase di una docente

A denunciare il caso un gruppo di studenti del Politecnico di Milano: "E dovrebbe essere una figura educatrice"

Foto di repertorio non riferita al contenuto dell'articolo

"Non sono il vostro schiavo negro". È questa la frase attribuita a una docente del Politecnico di Milano dal gruppo "Studenti indipendenti Politecnico" che dà conto di uno scambio di battute avvenuto durante una lezione on line. "Può raddrizzare il foglio che non si vede una parte?", avrebbero chiesto alcuni degli studenti e la prof per tutta risposta avrebbe replicato con "o la smettete o la smettiamo di fare lezione, basta con ste chat. Non sono il vostro schiavo negro".

Parole destinate a far discutere. "Non è questa la risposta che uno studente di un ateneo autodefinitosi all’avanguardia come il nostro si aspetterebbe di ricevere dopo una richiesta di aiuto durante una lezione online. Invece è successo proprio da noi, al Politecnico di Milano, come abbiamo dovuto constatare da diverse segnalazioni che abbiamo ricevuto - spiegano dal gruppo -. Un’espressione già grave di per sé, ancora più grave essendo stata pronunciata da chi teneva la lezione, che dovrebbe essere una figura educatrice, esempio per i propri studenti.Non solo pensiamo che sia grottesco come un membro del corpo docenti possa ricorrere con questa facilità a termini, paragoni ed immaginari razzisti e coloniali, ma riteniamo sia ancora più grave se usata come risposta a chi stava avendo difficoltà a seguire la lezione", sottolineano gli studenti.

La frase contestata dagli studendi del Politecnico di Milano: audio

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"Non è possibile - proseguono gli studenti - che ancora oggi assistiamo a scene del razzismo più becero, soprattutto dentro il nostro ateneo, un luogo della formazione che dovrebbe essere libero, sicuro ed inclusivo.

Chiediamo al Politecnico di prendere dei provvedimenti e di trattare con serietà una questione così grave, non possiamo accettare che si crei un clima di questo genere - l'appello delle ragazze e dei ragazzi -. Questo fatto dimostra che i 7 valori del Politecnico non basta scolpirli e metterli in bella mostra per farli attuare, serve un cambio di direzione netto e un impegno nel contrastare ogni episodio di discriminazione".

"Davanti a un periodo così complesso, con tutte le difficoltà derivanti dalla quarantena e dalla didattica a distanza che stiamo vivendo come comunità accademica, ci mancavano - concludono - solo gli insulti razzisti agli studenti e studentesse in difficoltà".

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