Lunedì, 8 Marzo 2021
Milano

"Troppo lavoro e sicurezza a rischio": protestano i drivers di Amazon, stop alle consegne

Braccia incrociate dall'alba di venerdì. Le ragioni della protesta dei lavoratori

Lavoratori Amazon in protesta - Foto Fabio Galesi (MilanoToday)

Protestano i fattorini di Amazon. Questa mattina all'alba sono partiti i presidi fuori dagli impianti di Origgio, via Toffetto a Milano e via dell'Artigianato a Buccinasco, dove si trovano le ditte che hanno in gestione, in subappalto da Amazon, le consegne dei pacchi ordinati online. I fattorini chiedono, almeno, più sicurezza e più soldi. 

Amazon, la protesta: "Carichi di lavoro insostenibili"

Questa la denuncia dei rappresentanti della Filt Cgil lombarda: "Ci troviamo di fronte a carichi di lavoro insostenibili e nastri lavorativi inutilmente prolungati con straordinari spesso non retribuiti". La situazione, secondo i sindacati, si è creata dopo l'esponenziale aumento degli ordini degli ultimi anni, che ha convinto Amazon ad aumentare il numero delle società in subappalto oltre che a creare due nuovi poli logistici.  Questo però ha portato, secondo la Cgil, a "un'eccessiva "frantumazione della filiera e un continuo spostamento di rotte da un azienda all'altra che portano al costante travaso di personale senza le dovute garanzie ed un vero coinvolgimento del sindacato".

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Le richieste sul tavolo per Amazon

Gli operai chiedono innanzitutto una diminuzione del lavoro perché "oggi un driver di Amazon consegna circa il doppio dei pacchi di un collega che opera per i principali player della logistica". Questa situazione porta a conseguenze inevitabili, spiega il sindacato: "I ritmi frenetici e gli eccessivi carichi mettono costantemente a rischio la sicurezza dei drivers e aumentano incidenti e multe che ricadono sui lavoratori e sulle retribuzioni". 

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"Amazon - chiude la nota - deve capire che i drivers rappresentano l'immagine stessa della multinazionale, e sono uomini e donne che hanno il diritto ad una vita lavorativa sicura, con salari adeguati e un'organizzazione del lavoro equa e dignitosa". Un discorso che gli stessi drivers hanno racchiuso in uno striscione apparso fuori dagli impianti: "Amazon siamo anche noi"

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