Sabato, 5 Dicembre 2020
Napoli

Chi c'era dietro le proteste (e gli scontri) a Napoli nella prima notte di coprifuoco

Pezzi di ultras, pezzi di destra che soffia sul fuoco e anche alcune persone esasperate: polizia e carabinieri sono stati presi di mira da lancio di oggetti e bombe carta

Foto: De Cristofaro / NapoliToday

A Napoli oggi si contano i danni e si tirano le fila investigative sulla guerriglia urbana che si è scatenata nella zona a ridosso di Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. Chi c'era dietro le proteste e gli scontri di ieri sera? Migliaia di persone in piazza, molte senza mascherina, altre anche con cappuccio in testa, che hanno dato vita a una violenta protesta nel primo giorno in cui è scattato il coprifuoco in Campania.

Una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica si svolgerà oggi pomeriggio alle ore 18 nella Prefettura di Napoli "in relazione ai gravi fatti accaduti nella serata e nella notte scorsa nella città di Napoli". 

Due 32enni, entrambi del quartiere Vasto e con precedenti di polizia per droga e porto d'armi improprie, sono stati arrestati dalla polizia dopo gli scontri della tarda serata di ieri. I reati loro contestati sono resistenza e violenza a pubblico ufficiale. E poi, giudicati per direttissima, in giornata sono stati condannati. Per uno dei due la condanna è stata a un anno e 8 mesi; per il secondo, un anno e due mesi con pena sospesa. Due i poliziotti e quattro i carabinieri rimasti lievemente feriti.

Gli scontri a Napoli nella prima notte di coprifuoco

Pezzi di ultras, pezzi di destra che soffia sul fuoco della protesta e anche alcune persone esasperate. Molto lavoro da fare, sin dall'alba, per i dipendenti dell'Asia, la partecipata del Comune che si occupa della pulizia delle strade e della raccolta dei rifiuti. Tanta l'immondizia sui marciapiedi e lungo le vie: molti i cocci di bottiglie, oltre a pali della segnaletica stradale divelti, cassonetti rovesciati e dati alle fiamme. Ma nell'immediatezza sono anche partite le indagini per capire la genesi della protesta: polizia e carabinieri sono stati presi come bersaglio da lancio di oggetti, bombe carta e petardi. Forti tensioni che hanno generato anche cariche di alleggerimento ed esplosione di lacrimogeni. Per un paio d'ore, chi era sceso in strada ha preso di mira auto parcheggiate, utilizzato transenne per farsi scudo, bastonato auto delle forze dell'ordine e circondato camionette d'ordinanza.

Una troupe di Sky è stata aggredita (fortunatamente senza conseguenze) e anche per fotografi e cineoperatori è stato complicato documentare quanto stava avvenendo.

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I social, sin dalle 23 di ieri, sono inondati di video postati in diretta o registrati in vari punti della città: dalla protesta pacifica che è iniziata nei pressi dell'università L'Orientale, nel centro storico, fino alle forti tensioni sul lungomare e in via Santa Lucia.

L'ipotesi gruppi ultras dietro la protesta a Napoli

Come scrive oggi Vincenzo Sbrizzi su NapoliToday gli uomini della Digos e dei servizi informativi dei carabinieri stanno visionando i filmati girati nel corso della manifestazione di ieri per riuscire a risalire all'identità dei manifestanti più violenti. Un'operazione non semplice visto che coloro che hanno fatto partire le azioni violente sembrano essere dei “professionisti della guerriglia”. Con il volto ben coperto e azioni militari hanno infiltrato la protesta che era partita pacificamente mettendo a ferro e fuoco l'area che va da via Santa Lucia fino al lungomare.

In base alle prime informazioni raccolte dall'intelligence delle forze dell'ordine all'interno della protesta si sarebbero infiltrati dei gruppi ultras.

In particolare sono stati notati soggetti legati ai gruppi organizzati della Curva A dello stadio San Paolo. Da una prima valutazione delle immagini sono apparsi degli uomini legati al gruppo Niss, già protagonista delle azioni di guerriglia in occasione delle proteste di Pianura durante l'emergenza rifiuti. Presenti anche altre sigle del tifo organizzato. Gli investigatori vogliono capire se siano stati loro a dare il via alle azioni violente.

Tra le migliaia di persone scese in piazza per protestare sono confluiti anche personaggi già noti alle forze dell'ordine e con precedenti penali di vario genere. Pure Roberto Fiore di Forza Nuova, che ha rivendicato la presenza della formazione di estrema destra all'interno della protesta così come stati notati altri personaggi della stessa area politica. Si indaga.

"Se gentaglia come quella di FN pensa di poter usare la rabbia e la frustrazione di tutti noi e debolezza collettiva del momento, per provare ad innescare escalation di violenza nelle grandi città, la reazione delle Stato deve essere durissima ed immediata". scrive in un tweet Guido Crosetto: "Se con il virus cresce la rabbia di alcuni, la delusione di altri, la disperazione delle p iva, la paura di molti e su tutto si innesta la violenza dei soliti, si crea una miscela drammatica. Il problema è che non c'è né credibilità né autorevolezza in chi dovrebbe rispondere".

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