Venerdì, 23 Luglio 2021
Città Milano

“Questo è il nostro territorio”: scout picchiati dai bulli, ma loro rispondono con un sorriso

Brutta disavventura per sette ragazzini di un gruppo scout di Corbetta (Milano), finiti nel mirino di un gruppo di bulli a Novara. Nonostante le botte e le ferite, loro hanno risposto così

La foto pubblicata su Facebook da una delle mamme dei ragazzi

MILANO - Alle ginocchia sanguinanti e agli occhi gonfi hanno replicato restando uniti. L’umore a pezzi lo hanno curato stando seduti uno accanto all’altro. E a quei cinque bulli di poco più grandi di loro, soltanto d’età, hanno risposto con un sorriso. Non è bastata una folle aggressione per togliere la gioia a sette scout di Corbetta, tutti tra i dodici e i quindici anni, che domenica sono stati insultati e picchiati da un gruppo di bulli durante una “trasferta a Novara” per la Domenica delle Palme. 

L'aggressione, secondo le primissime ricostruzioni dei carabinieri che hanno raccolto la denuncia dei genitori delle vittime, è avvenuta non lontano dalla parrocchia Sacra Famiglia della città piemontese. I giovani scout, che stavano raggiungendo la stazione a piedi per rientrare a Corbetta, sono stati avvicinati da cinque giovani - quasi tutti minorenni - che hanno cominciati ad offenderli perché “siete scout” e per aver “invaso il nostro territorio”. 

Dalle parole ai pugni e ai calci il passo è stato brevissimo. Ed avere la peggio è stato un quindicenne, caposquadriglia, che - dopo aver chiesto ai bulli di allontanarsi - è stato spinto a terra e colpito più e più volte. I sette, dopo qualche minuto di paura, sono riusciti a mettersi in salvo salendo su un autobus di linea, sul quale gli aggressori non si sono spinti. Tornati a Corbetta, gli scout hanno raccontato tutto ai loro genitori, che li hanno accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Magenta. Per quattro di loro, lo dicono chiaramente i referti, i medici hanno disposto cure per ematomi, sanguinamenti da naso, bocca, orecchie e ginocchia. E’ stato proprio uno dei genitori, il deputato Pd ed ex sindaco di Corbetta, Francesco Prina, a raccontare tutto con una lettera indirizzata al sindaco di Novara Andrea Ballarè e al questore Gaetano Todaro. 

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