Martedì, 16 Luglio 2024
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"Dannose per la salute e possono ferire": la scuola mette al bando le unghie finte

La circolare inviata a famiglie e studenti di una scuola media di Alpignano, in provincia di Torino: "Sono resistenti e difficili da gestire, la lunghezza impone un’impugnatura scorretta del materiale per scrivere e disegnare"

Dipinte e colorate sì, ma non rifatte. Nella scuola media Tallone di Alpignano, in provincia di Torino, saranno vietate le unghie finte, come stabilito dalla circolare firmata dalla preside Silvana Andretta, che dice  basta all'originale sfilata di unghie dalle forme svariate, ricostruite col gel, talvolta anche lunghissime e piene di strass, fra le studentesse. Una moda che va per la maggiore tra le adulte, ma che ultimamente le mamme tendono a concedere anche alle loro figlie, seppur ancora molto giovani. 

"Si informano i genitori che esperti in materia sconsigliano trattamenti di ricostruzione delle unghie almeno fino a 18 anni - si legge nella nota - poiché comportano l’utilizzo di materiali particolarmente resistenti e difficili da gestire: possono esserci conseguenze sulla salute delle unghie".  Una questione di buon senso insomma, per la salute delle allieve e, visto che di scuola si parla, a salvaguardia dei risultati scolastici. Già perché unghie 'eccessive' possono creare difficoltà alle studentesse nello scrivere e nel disegnare, per non parlare dell'utilizzo di squadre, righelli o strumenti musicali e altro materiale tecnico o durante le lezioni di educazione fisica, per esempio in una partita di pallavolo. "Su alcune alunne - si legge ancora nella circolare - notiamo che la lunghezza impone un’impugnatura scorretta del materiale per scrivere, disegnare, svolgere attività sportiva, suonare strumenti musicali compromettendo anche la valutazione degli elaborati". 

Il documento è stato diffuso nelle chat dei genitori e sembrerebbe essere stato accettato di buon grado, anche se la preside è comunque disponibile al confronto. La dirigente tiene a precisare quanto la sua decisione non debba essere vista come una censura ma come un gesto di attenzione nei confronti delle sue studentesse e ricorda come il regolamento di istituto preveda "di indossare un abbigliamento semplice e adeguato all’ambiente scolastico". 

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