Lunedì, 8 Marzo 2021
Torino

Gli arrestati per i saccheggi di Torino: "Chiedo scusa, sono stato uno stupido"

Le scuse surreali davanti al Gip: "Mi sono ritrovata dentro il negozio e non so come sia successo"; "Io preso per errore dalla Digos"

Domenica sera a Torino in piazza Castello si era ritrovata l’ala violenza del fronte antimisure per il Covid. La protesta davanti al palazzo della Regione sfocia subito in guerriglia, con lancio di bombe carta e sassi contro le forze dell’ordine, fino all’assalto a diversi negozi delle vie del centro tra cui la boutique di Gucci.  Ieri mattina ci sono state le udienze di convalida degli arresti davanti al giudice delle indagini preliminari Alessandra Danieli e chi è stato fermato durante e dopo gli scontri si è giustificato in modi anche abbastanza surreali. Racconta oggi il Corriere di Torino che una ragazza di 26 anni ha detto che è successo tutto per caso: «Mi sono ritrovata dentro il negozio e non so come sia successo. Poi però ho visto le luci e mi sono spaventata, perché ho pensato che avrebbero dato la colpa a me. Io non volevo rubare niente". Per lei è stato confermato l'arresto con obbligo di dimora. 

Un ragazzo marocchino invece è stato più sincero: "Non ho letto annunci su facebook  ma solo perché vedevo la gente andare verso quella direzione. Ma è vero che ho tirato due bottiglie», ammette, assistito dall’avvocato Antonio Vallone. Iscritto a un istituto per elettricisti, se la prende con sé stesso: "Sono stato uno stupido". Un altro invece dice di essere stato arrestato per errore mentre era semplicemente in piazza a protestare contro i provvedimenti anti-Covid, che levano il lavoro: "E non mi piace che ora l’attenzione per una protesta giusta e legittima, sia cancellata da chi ha fatto casini". Non lui: "Me ne stavo seduto con la mia ragazza, quando mi hanno preso".

La boutique di Gucci saccheggiata a Torino

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