Martedì, 2 Marzo 2021
Bergamo

Senza mascherina né biglietto minacciano il capotreno: convoglio fermo, arriva la polizia

Notevoli ritardi a causa dell’ostinazione di un uomo e una donna alla stazione di Bergamo

Foto di repertorio Ansa

Ancora un capotreno minacciato, ancora ritardi accumulati sulle linee ferroviarie per passeggeri che non vogliono indossare la mascherina. L’ultimo caso alla stazione di Bergamo.

Un uomo e una donna sono saliti su convoglio diretto a Milano senza biglietto e senza dispositivo di protezione su bocca e naso. Quando il capotreno si è avvicinato loro per invitarli ad indossarla, per tutta risposta i due si sono rifiutati e non hanno voluto scendere dal treno. Poi hanno iniziato a minacciare il capotreno. A quel punto è scattato l’intervento degli operatori delle volanti della Questura ma neppure davanti agli agenti di polizia l’atteggiamento dei due passeggeri è cambiato: i due sono rimasti sulle loro posizioni, rifiutandosi di scendere e causando un notevole ritardo al treno che non poteva lasciare la stazione.

Alla fine l’uomo e la donna sono finalmente scesi e il convoglio ha potuto riprendere la propria marcia. I due sono stati denunciati per minaccia a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. L’uomo è stato stato deferito anche per oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità. Sono stati infine multati perché senza mascherina.

Lo sfogo di un capotreno aggredito diventato virale sui social

Poche settimane fa era diventato virale sui social lo sfogo di un capotreno in servizio nel traporto regionale ferroviario lombardo, dopo che era stato aggredito da un passeggero per avergli chiesto di indossare la mascherina. “Doveva arrivare la pandemia a portare con sé questa follia generalizzata. Una follia che mi costringe tutti i giorni a fare le vasche su e giù per i corridoi del treno per ricordare a decine e decine di persone di indossare correttamente la mascherina”, aveva raccontato Marco Crudo, questo il nome del giovane capotreno.

“Dimenticati nel primo lockdown, e ancora di più durante il secondo, è vero che abbiamo ancora un lavoro, a differenza di altri, ma è un lavoro che non è più lo stesso - si era sfogato Crudo - Se uno prova a farlo con coscienza, controllando almeno che non vi sia sovraffollamento o gente senza mascherine, è molto probabile che possa incontrare elementi come quello che ho beccato io, oltre che rischiare quotidianamente di ammalarsi. E prendermi il Covid, gli insulti, le spinte, le minacce o una coltellata, non rientra tra le mansioni per le quali sono pagato”. 

Cerca di violentare la capotreno che lo aveva invitato a mettersi la mascherina 

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