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Sabato, 15 Giugno 2024
Città Catania

Suicidi, 100 croci davanti all'agenzia delle entrate: "Basta"

Cento croci con i nomi delle persone che si sono suicidate per motivi economici nel 2012: è la protesta dell'associazione Spazio Libero Cervantes davanti alla sede della Serit

CATANIA - Cresce l'insofferenza dei cittadini nei confronti delle agenzie deputate alla riscossione dei tributi. Stamattina a Catania c'è stata un'iniziativa dal forte impatto simbolico: i ragazzi di un'associazione giovanile particolarmente attiva sul territorio, lo "Spazio Libero Cervantes", hanno deposto più di cento croci con i nomi delle persone che dall'inizio dell'anno si sono suicidate per aver perso il lavoro o per le difficoltà economiche in generale. Il luogo scelto è la sede della Serit, l'agenzia della riscossione dei tributi per le province siciliane.

"SISTEMA INGIUSTO E VESSATORIO" - "Riteniamo sia doveroso – spiega Francesco, portavoce dello Spazio Libero Cervantes - pagare i debiti nei confronti dello Stato. Ma un sistema esattoriale come quello della Serit, Equitalia nel resto del territorio, è ingiusto, vessatorio e oltre i confini della legalità".

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"Per questo – continua il portavoce - abbiamo inaugurato con questa iniziativa shock una campagna contro la Serit. Non è nel nostro stile lanciare provocazioni, come molti fanno, senza proporre soluzioni. Lo Stato non può scaricare sulle spalle dei contribuenti in maniera così iniqua il tentativo di uscire da una crisi, causata da politici corrotti e frutto del signoraggio bancario, vessandoli con pignoramento dei beni strumentali per le aziende ed ipotecando immobili di pensionati con reddito minimo".

In sintonia con alcune associazioni di consumatori e con un pool di tecnici, il Cervantes inaugurerà uno sportello amico per coloro che sono sottoposti ingiustamente alle cartelle esattoriali della Serit. Lo sportello fa parte di un’iniziativa più ampia che prevede la convocazione di un forum di associazioni e cittadini che si adopereranno per chiedere al Comune di riappropriarsi del diritto di riscossione come avviene in molti comuni italiani.

"Le nostre richieste – conclude il portavoce - al Comune sono chiare: disdetta del contratto con la Serit, creazione di un pool di giovani avvocati (attraverso un bando in sinergia con la facoltà di giurisprudenza a tariffa standard) per il recupero crediti, riscossione diretta con umanizzazione del rapporto comune/cittadino, compensazione dei debiti per le aziende che vantano crediti nei confronti del comune, convenzione con la Posta (come nel caso del comune di Bologna) per accedere al microcredito per le persone in difficoltà". (da CataniaToday)

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