Lunedì, 1 Marzo 2021
Como

"Sharon, picchiata a morte e abusata a 18 mesi"

Era deceduta l'11 gennaio. Fermato il compagno della madre. Sulla vittima anche segni di abusi, lui aveva raccontato di un incidente

Si chiamava Sharon la bimba di 18 mesi morta l'11 gennaio scorso a Cabiate in provincia di Como in quello che a prima vista sembrava un incidente. Ieri però per è stato arrestato il compagno della madre G. R. M. con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale. Era stato lui a raccontare che la bimba "si è tirata addosso una stufetta ma non sembrava nulla di grave, era tornata a giocare". Secondo l'accusa la bimba sarebbe stata picchiata ripetutamente e avrebbe subito anche abusi sessuali. 

"Sharon, picchiata a morte e abusata a 18 mesi"

L'uomo, 25 anni, disoccupato e senza precedenti, da venerdì scorso si era allontanato dall'appartamento della tragedia, a Cabiate, nel comasco, e ieri mattina è stato rintracciato dai carabinieri a Lentate sul Seveso, in Brianza, ed è stato portato in cella. Le accuse sono maltrattamenti aggravati dalla morte della bimba - un'imputazione che potrebbe trasformarsi in omicidio - e violenza sessuale, con l'aggravante dell'età della vittima. L'inchiesta inizialmente è stata iscritta come incidente domestico.

Quel pomeriggio di 12 giorni fa  la piccola, in genere curata dai nonni materni, mentre era in casa come di rado accadeva con il fidanzato della madre, aveva perso i sensi. Lui, avvertita la nonna, aveva spiegato che la bimba era stata colpita dalla stufa che aveva fatto accidentalmente cadere ma che, nonostante il colpo alla testa, aveva continuato a giocare per un paio d'ore. Ma la donna, che nel frattempo si era precipitata a casa della figlia per vedere cosa fosse accaduto, anche per via delle tracce di vomito sulla maglietta della nipotina, aveva fatto trasportare la bambina con l'elisoccorso all'ospedale di Bergamo, dove è deceduta il giorno dopo.

La madre della bambina non capiva il motivo di quelle lesioni sul labbro che lui cercava di giustificare attribuendole ad una caduta o ad un urto. Ma l'esito dell'autopsia e la relazione preliminare del medico legale hanno squarciato il velo su una vicenda ben diversa: il  corpo della bimba di un anno e mezzo era martoriato da lesioni ed escoriazioni non compatibili con cadute accidentali e risalenti anche a periodi precedenti. La procura le elenca in una nota: "Escoriazioni al vertice del capo, ecchimosi in regione frontale e in regioni zigomatiche, escoriazioni al naso e al labbro superiore, una lacerazione del frenulo labiale superiore, ecchimosi sotto il mento, escoriazioni al dorso in corrispondenza della colonna vertebrale, ecchimosi in corrispondenza della cresta iliaca destra e di quella di sinistra di diverse cromie, plurime ecchimosi" su varie parti del corpo. Lesioni, tra l'altro, compatibili con ripetute violenze sessuali: verosimilmente, secondo gli inquirenti, la piccola è stata picchiata in più occasioni dal compagno.

La Procura ritiene che la piccina sia stata picchiata non solo il giorno prima di morire, ma anche in altre circostanze, quando - sempre secondo gli accertamenti - sarebbe stata anche violentata. Per questo, racconta QuiComo, la Procura della Repubblica ha avanzato in data 22.1.2021 l'arresto del compagno della madre della piccola vittima, sussistendo gravi indizi per contestare allo stato (salvo modifica delle imputazioni che possa scaturire dagli ulteriori sviluppi delle indagini ancora in corso) i reati di maltrattamenti da cui è derivata la morte della vittima (punibile sino ad un massimo di 24 anni) e violenza sessuale ai danni di persona minore di anni dieci (punita sino ad un massimo di venti anni). Il giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Como ha accolto la richiesta del pubblico ministero disponendo in data 23.2.2021 per l’indagato (che nelle ultime ore aveva lasciato l’abitazione della convivente per trasferirsi in altra località) la custodia cautelare in carcere.
 

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