Domenica, 7 Marzo 2021
Varese

Contrabbandano pure le sigarette elettroniche: occhio al liquido cinese

Prezzi iper economici ma il reso era impossibile: la Guardia di Finanza ha scoperto un magazzino che spediva prodotti "fantasma"

Nel mondo del commercio delle sigarette elettroniche era noto come "il Lodigiano": la Guardia di Finanza di Milano ha appurato che dietro quell'alias c'era un vero e proprio contrabbando di prodotti per le eCig. Dal 2015 l'uomo che ora è stato denunciato, aveva messo in piedi in concorso con un altro soggetto, una filiera commerciale clandestina che si approvigionava sin dal 2015 di nicotina liquida pura dal mercato cinese e mascherandone l'acquisto come "essenze aromatiche" tramite una società formalmente costituita in Slovenia. 

Qui, in un grosso magazzino, avevano allestito un laboratorio clandestino per la preparazione e il confezionamento dei liquidi di contrabbando. Tramite una pagina allestita su un social network veniva pubblicizzata l'attività illecita, attraverso la quale era possibile raccogliere gli ordini, che venivano perfezionati spedendo i prodotti ai clienti finali tramite servizio postale, ad un prezzo decisamente più vantaggioso rispetto alle rivendite autorizzate. Gli ordinativi venivano raccolti tramite una casella di posta elettronica dedicata e riconducibile ai due, mentre i pagamenti confluivano su carte prepagate intestate a soggetti prestanome e nullatenenti, di cui uno deceduto nel 2018. Una volta venduto e spedito il prodotto, non era consentito alcun reso in quanto, come acclarato nel corso delle indagini, il nominativo del mittente corrispondeva sempre ad un nome fittizio.

Particolarmente ardua è risultata l`iniziale identificazione degli indagati in quanto, per mascherare gli indirizzi IP di accesso alla rete Internet utilizzata per gestire il business illegale, gli stessi adoperavano software di anonimizzazione, risultando collegati da località estere (Siria, Nord America, Australia). Per questo, solo partendo dall'analisi dei filmati relativi alle operazioni di sportello in cui avveniva l'impiego delle carte prepagate per incassare in contanti i proventi della frode, è stato possibile risalire all'identità dei due soggetti coinvolti nell'attività illecita.

Successivamente, seguendo i loro movimenti, attraverso l'analisi di centinaia di ore di registrazione estratte da telecamere di video sorveglianza, nella provincia di Varese è stato individuato anche il laboratorio clandestino dove il prodotto veniva confezionato prima di essere immesso sul mercato.

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