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Lunedì, 27 Maggio 2024
Città Bari

Perché gli studenti che hanno sparato (a pallini) al prof sono stati sospesi solo pochi giorni

Se la sospensione fosse stata superiore ai 14 giorni, la decisione sulla possibile espulsione sarebbe stata vagliata dal consiglio di istituto. Valditara: "Non lasciare a casa bulli ma aiutarli a capire errori"

Andare a scuola, entrare in classe e poi a un certo punto della mattinata sparare con una pistola di plastica al professore, durante l'ora di lezione. Sospesi per massimo due settimane due studenti: la decisione è stata presa dal consiglio di classe straordinario. I due ragazzi sono entrambi 17enni, frequentano l'istituto Romanazzi di Bari. I fatti risalgono alla scorsa settimana. 

I due studenti avevano portato in classe e usato una pistola in plastica, abilitata a sparare pallini, e poi avevano mirato a un docente. Le sospensioni avrebbero una durata compresa tra i 7 e i 14 giorni, restando così di competenza del consiglio di classe che ieri si è riunito in sessione straordinaria. Se infatti la sospensione fosse stata superiore ai 14 giorni, la decisione su una possibile espulsione sarebbe stata vagliata dal consiglio di istituto. Dei due ragazzi sospesi solo uno avrebbe materialmente sparato i pallini di plastica sul professore, l'altro l'avrebbe aiutato.

Valditara: "Non lasciare a casa bulli ma aiutarli a capire errori"

"Ho sentito la dirigente scolastica dell'Istituto Romanazzi di Bari, dove la scorsa settimana un professore è stato colpito da un pallino di plastica sparato da uno studente. Ho espresso la mia solidarietà alla persona del docente e alla scuola - spiega  il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara - La vicenda conferma quanto sia urgente affermare il principio che un docente va rispettato in ogni caso e che qualunque offesa o violenza sarà sanzionata in modo efficace. La cultura delle regole e del rispetto deve partire dalla scuola. La riforma del voto di condotta e dell'istituto della sospensione va proprio in questa direzione. Ora è necessario che il Parlamento la approvi rapidamente. Non casualmente in Consiglio dei Ministri abbiamo previsto la procedura d'urgenza. Non dobbiamo lasciare a casa gli studenti "bulli" ma aiutarli a capire concretamente gli errori fatti e i doveri che discendono dall'appartenere a una comunità", conclude Valditara.

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