Stefano Marinoni, l’autopsia non chiarisce i dubbi: si indaga anche per omicidio

L’esame autoptico sul cadavere del ragazzo di Baranzate, scomparso il 4 luglio e ritrovato il 12 sotto un traliccio tra Rho e Arese, doveva servire a dissipare i dubbi emersi finora ma è terminato senza fornire risultati determinanti in merito alle cause del decesso

Resta un mistero la morte di Stefano Marinoni, il ragazzo di Baranzate scomparso da casa il 4 luglio scorso e ritrovato cadavere ai piedi di un traliccio nelle campagne tra Rho e Arese il 12 luglio.

L’autopsia che doveva servire a fugare i dubbi emersi finora sulle cause della sua morte non è riuscita a fornire risultati determinanti in merito al decesso, sia per quanto riguarda un possibile suicidio – ovvero la primissima ipotesi avanzata dai carabinieri che hanno ritrovato il cadavere di Marinoni – sia per un eventuale omicidio, una pista mai messa da parte dagli investigatori soprattutto per l’assenza di quelle che vengono definite come le “classiche” ferite di chi precipita dall’alto, come spiega Stiben Mesa Paniagua su MilanoToday.

L'autopsia non chiarisce i dubbi sulla morte di Stefano Marinoni

Il cadavere non presentava segni di violenze evidenti ma sul corpo, in uno stato iniziale di decomposizione, è stata riscontrata una ferita allo sterno compatibile con un colpo, magari un corpo contundente come una pietra. Il traliccio sotto il quale è stato rinvenuto si trova in un campo raggiungibile da via don Enrico Cantù, dove è stata ritrovata la Smart bianca di Marinoni, con dentro il cellulare del ragazzo.

Ora verranno effettuati ulteriori accertamenti clinici e analisi e i risultati arriveranno nei prossimi giorni. Nel frattempo, gli uomini nel Nucleo investigativo proseguiranno con le indagini tradizionali, per sentire potenziali testimoni, parenti e amici, controllare i filmati delle telecamere di sorveglianza, rileggere i tabulati telefonici.

Stefano Marinoni, tutti i dubbi sulla morte: quali sono i punti da chiarire

Stefano Marinoni era scomparso da casa il 4 luglio

Stefano Marinoni era uscito da casa poco prima di cena, a bordo della sua Smart bianca, dicendo alla madre che sarebbe andato a Novate a incontrare degli amici e che sarebbe ritornato di lì a poco. Dagli amici non è mai arrivato e di lui da quel momento si sono perse le tracce, fino al ritrovamento del 12 luglio. A casa aveva lasciato il portafoglio, forse per una dimenticanza, e il cellulare risultata spento. La famiglia aveva denunciato la scomparsa e sui social erano stati lanciati numerosi appelli per cercare di ritrovarlo.

Marinoni viveva con i genitori e le due sorelle in via Nazario Sauro a Baranzate. Dopo gli studi a Milano, aveva iniziato a lavorare come elettricista in una ditta di Baranzate e al luglio era entrato in un’impresa di Caronno Pertusella. Una vita apparentemente normale, la sua, come quella di tanti ragazzi della sua età. Non era fidanzato, ma aveva una vita sociale attiva e non risultano screzi o questioni in sospeso con nessuno.  

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