Mercoledì, 3 Marzo 2021
Ancona

Stefano Simoncini ha sconfitto il Covid e torna a casa: "Vi racconto una battaglia lunga 9 mesi"

"Il risveglio dal coma è stato scioccante perché non mi muovevo e non riuscivo ad emettere suoni"

Sono passati 9 mesi da quando Stefano Simoncini, 54 anni compiuti ad ottobre, ha cominciato ad accusare la prima febbre con quella tosse che non se ne voleva andare. Ha cambiato 7 reparti di 3 ospedali diversi, nei quali è stato anche in coma farmacologico, rischiando la vita almeno 3 volte, affrontando 3 diversi arresti cardiaci. I medici, a marzo scorso, avevano composto il numero di telefono di casa per parlare con i familiari, spiegando loro che era rimasto ben poco da fare. Ma lui, noto per essere stato sindaco di Osimo, non ha mai mollato e ieri, trasportato da un’ambulanza, è arrivato a casa accolto con un tifo da stadio da amici e familiari.

"Mi ha fatto molto piacere. - racconta al telefono Stefano Simoncini - Sto abbastanza bene però non sono ancora autonomo, dovrò proseguire la fisioterapia domiciliare e ne avrò per un paio di mesi almeno, prima di riprendere tutte le funzioni motorie".

Sta bene l’ex sindaco di Osimo, ora è a casa con la moglie e il figlio e dovrà fare l’ultimo miglio per la ripresa definitiva. Il peggio è alle spalle, ma il passato non si dimentica. "Il risveglio dal coma è stato scioccante perché non mi muovevo e non riuscivo ad emettere suoni, quindi è stato veramente un trauma anche perché era nutrito con le sacche, c’erano tutti fili e cavi, avevo gli elettrodi appiccicati addosso. C’erano solo i medici a rassicurarmi che ero vivo e che in pochi mesi sarei tornato a muovermi. È stato un periodo molto duro in cui non ho potuto avere l’affetto dei miei cari per mesi. Non ricordo tutto, anche perché il coma mi ha portato via il ricordo di un pezzo di vita da prima del ricovero, ma ricordo la primavera, il caldo infernale che entrava dalla finestra aperta, nessuno mi dava da bere e se me lo davano era con un gel che sostituiva l’acqua ma non mi dissetava. Sì, mi sento un sopravvissuto, anche perché nei mesi in cui sono stato in Rianimazione ho avuto 3 arresti cardiaci".

Così Stefano Simoncini ha sconfitto il Covid

Era fine febbraio quando Stefano Simoncini si era rivolto all’ospedale di Osimo per una febbre e tosse che lo accompagnavano da giorni. Ma lì ancora la malattia non si era palesata, cosa che invece ha fatto giorni dopo a Torrette, dove una lastra ha evidenziato una polmonite interstiziale da Coronovirus. "Ero lì che lo accudivo giorno e notte perché lui era debolissimo, - racconta la sorella Silvia - e aveva questa febbre che si abbassava con la Tachipirina endovena, ma era un continuo perché nel giro di breve la febbre risaliva a 40. Io stavo vicino a lui con mascherina e guanti e, non ho mai capito come sia stato possibile, ma io non ho mai contratto i virus".

Poi è arrivato l’esito del tampone per Stefano: positivo. Trasferito a Malattie Infettive i primi di marzo, dove è rimasto pochi giorni prima che fosse spostato in Terapia Intensiva. 

Dopo il risveglio dal coma, è cominciata quasi una nuova vita per lui che, all’inizio, aveva ogni singolo muscolo atrofizzato dai mesi di immobilismo. Come un bambino, ha dovuto ricominciare a camminare, mangiare da solo, parlare. L’infaticabile impegno dei medici e infermieri del reparto di Anestesia dell’ospedale di Torrette lo hanno aiutato a tornare alla vita.

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