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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Torino

"È stato lui a stuprarmi". Riconosce l'aggressore in foto, poi il colpo di scena

L'uomo è stato scagionato dal test del dna. Ora le indagini dovranno ripartire daccapo

Un caso di stupro avvenuto all'interno dell'ex fabbrica Gondrand di via Cigna a Torino l'1 dicembre 2020 rischia di restare senza colpevoli in  quanto la vittima avrebbe sbagliato a riconoscere l'aggressore. L'uomo che lei aveva indicato alla polizia dopo aver denunciato l'accaduto, un cittadino africano, è stato infatti scagionato dal test del dna in sede di udienza preliminare.

Denuncia uno stupro e riconosce l'aggressore, poi il colpo di scena

L'esame del dna era stato ordinato, con la formula dell'incidente probatorio, dal giudice Lucia Minutella del tribunale di Torino proprio perché l'imputato negava con forza di essere lui l'uomo che aveva compiuto la violenza sessuale, nonostante la vittima lo avesse riconosciuto tra otto persone che le erano state mostrate in fotografia. A inizio marzo 2022, però, è arrivata la svolta.

Le tracce organiche trovate addosso alla donna non corrispondono alle sue. La procura ha chiesto così l'archiviazione delle accuse nei suoi confronti. L'uomo, difeso dall'avvocato Alessandro Praticò, è tornato al suo lavoro di bracciante nei campi. Le indagini, così, dovranno ripartire daccapo.

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Polizia all'ex fabbrica Gondrand a Torino (immagine di repertorio)

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