Martedì, 15 Giugno 2021
Città Roma

Taglia coda e orecchie al cane per un concorso di bellezza e viene condannato a otto mesi

L'uomo, un romano di 64 anni, era stato scoperto dall'Oipa. Oggi la pratica viene inquadrata come reato punibile dal codice penale

Foto di repertorio

Taglia orecchie e coda al suo cane per farlo partecipare ad un concorso di bellezza e viene condannato a 8 mesi di reclusione e al pagamento di un risarcimento.

Il proprietario del cane, un 64enne di Roma, era finito al centro dei controlli che le guardie zoofile dell'Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) da anni stanno conducendo proprio per verificare le condizioni degli animali ai concorsi di bellezza. Una "bellezza sporca", così hanno ribattezzato l'operazione, che secondo i giudici del tribunale di Roma si configura però nel reato di maltrattamento di animali punito da un apposito articolo del codice penale: mutilare coda e orecchie può infatti costare fino a 18 mesi di reclusione e sino a 30.000 euro di multa. La sentenza del tribunale di Roma, arrivata nei giorni scorsi, è la terza di questo tipo nel giro di sette mesi, e segna un deciso cambio di passo nella gestione di casi di questo genere.

L'uomo che taglia orecchie e coda al cane e viene condannato dal tribunale

Come ricostruisce RomaToday, l'uomo è stato scoperto nel corso di alcuni controlli effettuati a un'esposizione canina al Palacavicchi nel 2017. Alle guardie zoofile non sono sfuggite coda e orecchie tagliate, e ulteriori approfondimenti hanno dimostrato che il certificato veterinario prodotto dal 64enne in cui si attestava la mutilazione per "motivi di salute" del cane era falso.

Nel caso specifico il giudice monocratico del Tribunale ha dunque condannato anche per utilizzo di atto falso: otto mesi di reclusione, risarcimento di 3.000 euro alla parte civile (Oipa) e pagamento di 1.700 euro per le spese legali.

"Negli anni abbiamo fatte diverse denunce, tutte legate a mutilazioni derivanti da canoni di bellezza ormai vetusti imposti dalle manifestazioni canine - conferma Claudio Locuratolo, coordinatore provinciale delle guardie zoofile Oipa di Roma e provincia - A oggi sono circa 70 le persone che abbiamo denunciato per questo motivo, e tra loro ci sono anche veterinari. Ora stanno arrivando le sentenze, questa è la terza".

Condanne di questo genere sembrano funzionare da deterrente, conferma Locuratolo: se fino a qualche anno fa era prassi sottoporre cani, soprattutto quelli di razza, al taglio della coda e delle orecchie per rispettare i canoni estetici, oggi la pratica viene inquadrata come reato punibile dal codice penale, e il fenomeno è in netta diminuzione.

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