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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cremona

Tassista litiga con il cliente per 10 euro e lo scaraventa dall'auto in corsa: arrestato

L'autista, un 68enne di Cremona, è stato incastrato da un'intercettazione in cui parlava dalle condizioni di salute del cliente, finito in coma dopo la lite: "È grave. Bene, così non può raccontare la sua versione"

È bastata la richiesta da parte del cliente di saldare la corsa con il pos a scatenare l'ìra di un tassista di Cremona, il 68enne Giovanni Carrera, che poi ha reagito ripartendo a forte velocità, facendo volare dall'auto un ragazzo di 27 anni, finito in coma per il trauma cranico. L'autistam già indagato per sequestro di persona e lesioni colpose gravissime, è stato adesso arrestato dalla Squadra Mobile. A generare la lite sarebbe stata la somma di 10 euro, che il cliente non poteva pagare in contanti. 

La situazione del tassista è stata aggravata da un'intercettazione telefonica, effettuata dopo l'incontro con il pm, in cui diceva: "Il pm mi ha detto che il ragazzo è a casa e che non è più in ospedale, ma le sue condizioni di salute sono ancora molto gravi. Bene, così non può raccontare la sua versione: è una cosa positiva".

Una sorta di confessione su quanto successo alla Vigilia di Natale: secondo gli inquirenti l'alterco è nato a causa del pagamento della corsa, 20 euro, che il giovane e le sue amiche non potevano saldare totalmente in contanti. Alla richiesta di pagare con la carta di credito è scoppiata la lite: le ragazze, spaventate, sono scese, mentre il tassista, partendo a forte velocità con lo sportello aperto. Circa 50 metri più avanti il 27enne è volato dal taxi, sbattendo violentemente la testa. Il tassista prima si è allontanato, poi è tornato a controllare le condizioni del ragazzo, che nel frattempo aveva perso molto sangue. 

Il tassista al pm aveva raccontato un'altra versione: "Eravamo d'accordo di andare al bancomat. Sono partito, ho dato un colpetto ai freni. Di solito il portellone si chiude. Non si è chiuso. Dopo 5-10 metri mi sono fermato, sono sceso e l'ho chiuso. Andavo pianissimo. Il ragazzo ha ricevuto una telefonata. Ho l'impressione che l'amica gli abbia detto: "Scendi". Mi sono voltato, non c'era più. Secondo me, aveva già aperto il portellone, probabilmente non ha centrato il predellino ed è caduto".

Una versione che però non ha convinto il gip Pier Paolo Beluzzi, che nell'ordinanza scrive: "Emerge con evidenza l'assoluta futilità dei motivi, rappresentati dalla mancata accettazione del pagamento della risibile somma a mezzo di carta elettronica, che vanno a evidenziare l'incontrollato stato d'irascibilità dell'indagato, pronto ad adottare condotte violente ed estremamente pericolose per l'altrui incolumità solo per una sorta di "ripicca" verso il malaugurato passeggero, che si trovava nell'impossibilità di saldare completamente il corrispettivo per la corsa. Tale mancanza di controllo dei propri impulsi, per di più collegata alla sua attività di servizio, che al contrario proprio in quanto collegata a un servizio pubblico dovrebbe caratterizzarsi per profili di particolare pacatezza, disponibilità e addirittura "sicurezza" dei trasportati, rappresenta un rilevante, attuale e concreto pericolo per la reiterazione del reato con il pericolo di gravi danni all'incolumità fisica delle persone".

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