rotate-mobile
Sabato, 24 Febbraio 2024
Venezia

La freccia si spezza e gli finisce nell'occhio, bimbo di 9 anni recupera la vista

Tommaso, di Chioggia, aveva 6 anni all'epoca del terribile incidente. Grazie ai medici, l'occhio è stato salvato e la vista continua a migliorare

Tommaso Varagnolo ha sei anni, è un baby arciere e si esercita a Chioggia (Venezia). Il suo obiettivo sono le  gare nazionali, ma qualcosa, in quell'ottobre 2019, va storto: prende posto sulla linea, impugna l’arco, mira e tende quel tanto che basta per un tiro che ha già fatto centro migliaia di volte. Quando scocca la freccia, si spezza: una metà va verso il bersaglio, l’altra metà nel suo occhio sinistro, per poi uscire di rimbalzo.

Tutto succede in una frazione di secondo. "In quel momento tragico non riusciamo a capire da dove esca quel sangue che nostro figlio ha tra le mani", spiega il padre, di professione tecnico radiologo. Da lì è partita la prima corsa all’ospedale di Chioggia. I medici prestano al piccolo atleta le cure d’emergenza, ma per la complessità dovuta alla compromissione dell’occhio bisogna trasferirlo velocemente all’ospedale hub provinciale, l’Angelo di Mestre. "Ricorderò per sempre quella seconda corsa, a sirene spiegate, con l’autista dell’ambulanza che impreca contro le auto che non si spostano", aggiunge il padre.

Occhio a rischio: intervento d'urgenza

Arrivato all’Angelo di Mestre, l’équipe di Oculistica, guidata dal primario Emilio Rapizzi, decide di operare Tommaso d’urgenza. "Mi dicono la verità: - aggiunge ancora il padre di Tommaso - la situazione dell’occhio è grave, e non è detto riescano a recuperare l’integrità dell’organo, figuriamoci la vista". L'incidente è eccezionale e unico per la sua dinamica. "Dobbiamo andare in sala ma non sappiamo cosa troveremo. - spiega Rapizzi all'uomo - Sarà necessario riorganizzare la struttura dell’occhio che ha perso la sua forma originaria. Intanto cerchiamo di salvare l’occhio. Ce la mettiamo tutta".

L’operazione, fortunatamente, riesce alla perfezione: si esegue in sala operatoria un’esplorazione del bulbo traumatizzato con sutura della ferita corneo-sclerale. A dieci giorni dall’incidente, Tommaso è sottoposto a un secondo intervento programmato, una vitrectomia posteriore con rimozione dell’emovitreo e dei residui del cristallino lussati posteriormente. In questa occasione la rottura retino-coroideale viene circondata dal laser. L’occhio è integro.

Tommaso viene quindi dimesso, ma qualche giorno dopo un dolore agli occhi insopportabile lo colpisce all’improvviso. C’è il rischio di una complicazione. Nuova corsa urgente all’Angelo, questa volta con l’elicottero del Suem. "Il problema a causare tutto quel mal di testa in quel momento è relativo alla 'pressione’ dell’occhio", risolto in poco tempo con le cure degli oculisti e la somministrazione di specifici colliri - ricorda ancora il padre». È in quel momento che i medici danno ai genitori una notizia che forse non si immaginavano, non così rapidamente, perlomeno: l’occhio del figlio stava già cominciando a riprendere le sue funzioni visive.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La freccia si spezza e gli finisce nell'occhio, bimbo di 9 anni recupera la vista

Today è in caricamento