Martedì, 15 Giugno 2021
Città Firenze

Al ristorante, poi in ospedale: nel tonno additivi in dosi 50 volte superiori al limite

Gli episodi di intossicazione a inizio giugno a Firenze. Confermato il range di tossicità dell’OMS. I tecnici della prevenzione Asl sono al lavoro per ricostruire i fatti

Foto di repertorio

Sarebbe stato trattato con enormi quantità di nitriti e nitrati il tonno che nei giorni scorsi ha causato episodi di intossicazione in nove persone finite in ospedale dopo aver mangiato in due diversi ristoranti di Firenze. Sono gli esiti delle analisi effettuate dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana e confermati all'unità funzionale di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare della Ausl Centro della Toscana che nei giorni scorsi aveva avviato l'indagine sanitaria.

I casi erano stati segnalati più di una settimana fa. Tra il 1° e il 3 giugno nove persone erano finite al pronto soccorso dopo aver accusato sintomi quali nausea, vomito e episodi sincopali (perdita di conoscenza-svenimenti). Per fortuna i pazienti erano state poi dimesse senza gravi conseguenze. Stando a quanto accertato, il tonno era dunque 'contaminato'. 

Le due sostanze, come chiarisce l'Asl Toscana Centro, il cui uso è proibito nelle carni di pesce fresco quale era quello acquistato all'origine e che ha provocato l'intossicazione, sono utilizzate per ottenere un colorito rosaceo e per aumentare la conservabilità del prodotto. Si tratta peraltro di episodi non isolati, tant'è che il ministero della Salute nei giorni scorsi ha ritirato alcuni lotti di tonno proprio per l'aggiunta di queste sostanze.

Le quantità di nitriti che sono state ritrovate nel pesce in questione sono arrivate a 8,5 gr per chilo di carne ovvero circa 50 volte la dose consentita per trattare i prodotti dove l'utilizzo di questi additivi è ammesso. La dose tossica dei nitriti, indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è 0,4/200 mg/Kg di peso corporeo, mentre la dose letale è stimata 33/250 mg/Kg di peso corporeo.

Nel nostro caso una porzione media di 200 grammi di pesce apportava circa 1,7 gr di nitrito ovvero 24 mg/Kg per una persona di peso stimato di 70 Kg. Tale dose rientra pienamente nel range di tossicità previsto dall'OMS e spiega la sintomatologia mostrata dalle persone vittime dell'intossicazione. Il prodotto attualmente è tutto sotto blocco ufficiale da parte dell'autorità competente e i tecnici e i veterinari della UFC di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare della Ausl Centro della Toscana stanno lavorando al fine di assicurare prove e definire responsabilità circa quanto avvenuto.

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