Martedì, 11 Maggio 2021
Milano

Il ragazzino di 11 anni istruito dai genitori per aiutarli a spacciare cocaina

Maxioperazione antidroga, arrestato un gruppo di 37 persone attivo in tutta Italia e legato alla ‘ndrangheta calabrese. A Milano un padre e una madre avevano arruolato il figlio piccolo, insegnandoli a confezionare le dosi e rendendolo partecipe delle loro attività illegali

Non hanno esitato a coinvolgere il figlio piccolo nello spaccio, insegnandogli a confezionare le dosi di stupefacenti (cocaina, soprattutto, ma anche "fumo") e rendendolo partecipe delle loro losche e illegali attività. 

Trentasette persone sono state arrestate a vario titolo questa mattina nel corso di una maxi operazione antidroga, frutto di indagini durate anni. Il padre e la madre del ragazzo, due cinquantenni milanesi con alcuni piccoli precedenti collegati alle ‘ndrine calabresi che operano tra Baranzate, Quarto Oggiaro e piazza Prealpi, sono stati colpiti da una misura cautelare. Il figlio, che quando erano iniziate le indagini nel 2018 aveva solo 11 anni, è stato affidato a una comunità minorile e adesso è seguito dai servizi sociali. Le indagini hanno dimostrato che il ragazzino fin da piccolo veniva "istruito" nell’appartamento di famiglia, in zona piazza Prealpi a Milano, su come preparare le dosi di droga e, in almeno un’occasione, ha accompagnato il padre durante una consegna. 

Maxioperazione antidroga con arresti in tutta Italia

Questa mattina i carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il tribunale di Milano su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, a carico di 20 cittadini italiani e 17 di nazionalità straniera. Dieci sono agli arresti domiciliari, mentre 27 andranno in carcere. Sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione finalizzata alla produzione, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con le aggravanti della transnazionalità e della disponibilità di armi.  L'inchiesta ha permesso di documentare come i diversi sodalizi, servendosi anche di appositi telefoni criptati di produzione olandese, siano stati in grado di rifornirsi, movimentare e immettere complessivamente sul mercato nazionale droghe di vario tipo per un valore di oltre 4 milioni di euro. Gli arresti sono stati eseguiti a Milano e nelle province di Alessandria, Bergamo, Genova, Monza, Padova, Pavia, Roma, Varese, Vibo Valentia e Vicenza.

L’operazione, ribattezzata 'Arhat', scaturisce da un'indagine avviata nell’agosto di tre anni fa dai carabinieri della compagnia Milano Duomo, dopo l’arresto in flagranza di un cittadino italiano trovato in possesso di 3,5 chili di droga tra cocacina, hashish e marijuana. Le indagini hanno consentito l'individuazione di svariati gruppi criminali, composti da italiani e stranieri, tutti operanti a Milano anche se con ramificazioni in altre aree del Paese, attivi nel traffico e nello spaccio di stupefacenti.

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