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Domenica, 28 Novembre 2021
Roma

Vendono casa ad una famiglia ed incassano 250mila euro, ma non era la loro

La truffa smascherata dalla Guardia di Finanza. Cinque le persone finite in manette

Come il principe De Curtis che in "Totò Truffa 62" vendeva la Fontana di Trevi ad un turista italo-americano, hanno venduto un appartamento in un quartiere della Roma Bene ed hanno incassato 250mila euro, poi fatti sparire, così come la banda. A smascherare la truffa messa in atto da cinque persone la Guardia di Finanza di Roma che ha scoperto un raggiro da centinaia di migliaia di euro subito da una famiglia che si apprestava ad acquistare la prima casa a Prati. 

Come riporta anche RomaToday, le indagini hanno tratto origine da alcune denunce presentate da diversi soggetti con riferimento a condotte fraudolente poste in essere in tempi diversi, ma relative allo stesso appartamento sito nella Capitale. Le investigazioni, eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della GdF presso la Procura, hanno consentito di ricostruire una sofisticata truffa realizzata, nell’arco di diversi mesi, in danno di una giovane famiglia che si apprestava ad acquistare la “prima casa”.

Nello specifico, Mario Mattei (classe 1963) faceva pubblicare un annuncio di vendita su un noto sito web e, quale sedicente agente immobiliare, curava i rapporti con gli aspiranti acquirenti. Con l’ausilio di Nagla Alagrebi, (classe 1976 nata in Tunisia), che, anche grazie a un documento contraffatto, si spacciava quale proprietaria dell’appartamento, è poi riuscito a stipulare un “regolare” atto di compravendita dinanzi a un notaio, all’oscuro della frode, e a ottenere il prezzo pattuito di circa 250.000 euro.

La somma è poi stata fatta tempestivamente sparire dal conto corrente appositamente aperto sfruttando la falsa identità della Alagreb, tramite prelevamenti in contanti e due bonifici effettuati a favore di altrettante società in assenza di valide motivazioni economiche.

Gli approfondimenti condotti nei confronti di queste ultime hanno permesso di disvelare l’attività di “monetizzazione” di proventi derivanti da attività criminose svolta dal trio composto da Massimo Mannarà (classe 1961), Francesco Carpentieri (classe 1964) e Mario Bazzurri (classe 1965). Tramite prelevamenti di denaro contante, infatti, i soldi tornavano in breve tempo, al netto del corrispettivo per l’illecita prestazione resa, a chi aveva disposto i bonifici.

A far partire le indagini, iniziate nel gennaio del 2021 e concluse a giugno di quest'anno, la denuncia del reale proprietario della casa poi venduta alla famiglia truffata. Ma come riusciva la banda a mettere in atto il raggiro? Semplice, cercavano un immobile di pregio in vendita e poi si presentavano dal reale proprietario fingendosi interessati all'acquisto della casa. Riusciti a guadagnarsi la fiducia della vittima si accordavano con la stessa per fare il rogito in uno studio notarile. Fissata la data si facevano inviare i documenti dell'immobile ed i dati del reale proprietario e poi li falsificavano. 

Una truffa che, prima ancora che in danno di acquirenti terzi (nei confronti dei quali si spacciavano per i reali proprietari della casa), colpiva le banche ed il proprietario dell'immobile. Infatti prima di rivendere la casa, il fantomatico proprietario (forte dei documenti falsificati) richiedeva un mutuo agli istituti di credito assieme ad un finto acquirente (complice della banda), ed ottenuta la somma di denaro la faceva sparire sui conti correnti che poi venivano prosciugati. Da qui la doppia beffa, per la banca impossibilitata a riscuotere le rate del mutuo e per il reale proprietario che, all'oscuro di tutto, si ritrovava con l'appartamento venduto e l'ipoteca della banca. 

Scoperto il raggiro sono stati i Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, nei confronti delle 5 persone ritenute appartenenti alla banda (tutte già conosciute alle forze dell'ordine), indagate per le ipotesi di reato di falso ideologico, falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità, possesso di documenti di identificazione falsi, riciclaggio e autoriciclaggio in relazione a una truffa nel settore delle compravendite immobiliari.

L’operazione odierna rientra nell’alveo delle attività svolte dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Roma a tutela dei cittadini contro le condotte fraudolente che possono arrecare gravi danni ai loro patrimoni e a contrasto delle forme di riciclaggio di denaro che consentono di far rientrare nel circuito legale dell’economia somme frutto di reati.

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