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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Milano

Uccise la moglie malata di Alzheimer: 89enne condannato a 21 anni di reclusione

L'omicidio in casa, al culmine di una lite a causa della malattia della donna. Dopo aver soffocato la moglie, l'anziano telefonò alla figlia 

Ventuno anni di reclusione. Questa la pena decisa per l'89enne che lo scorso gennaio uccise la moglie 90enne da tempo malata di Alzheimer a Sesto San Giovanni, vicino Milano. I giudici della Corte di Assise di Monza hanno accolto la richiesta avanzata dal pubblico ministro Michela Versini, concedendogli le attenuanti generiche prevalenti.

La figlia della coppia, che vive in Brianza, non si è costituta parte civile nel processo per il risarcimento. Proprio a lei l'89enne aveva confessato di aver strangolato la moglie il 15 gennaio 2021. L'uomo aveva telefonato alla figlia per dirle quello che aveva fatto. La donna aveva chiamato subito i soccorsi. Sul posto erano arrivati i carabinieri e i sanitari del 118, che avevano cercato invano di rianimare la donna. L'anziano marito era stato quindi accompagnato i caserma e sottoposto a fermo. L'omicidio era avvenuto al culmine di una lite per motivi legati alla malattia dell’anziana, malata di Alzheimer. Nelle ultime settimane la donna aveva subito anche un grave peggioramento dal punto di vista caratteriale.

All'epoca i carabinieri parlarono di "estrema stanchezza e disperazione" descrivendo il contesto nel quale era maturato l'omicidio. L'anziano si occupava giorno e notte della moglie, assistito sporadicamente da una badante. Un quadro confermato anche dai vicini di casa. L'unica valvola di sfogo dell'89enne sembravano essere le poche uscite con il cane e per la spesa. "Sicuramente la situazione in casa non era semplice", aveva commentato a caldo il maggiore Saverio Sica, dei carabinieri di Sesto San Giovanni.

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