Sabato, 27 Febbraio 2021
Trieste

"Siamo qui per lavoro", ma era una bugia: le vacanze in montagna finiscono malissimo

Tre persone sono state denunciate dopo un controllo dei carabinieri a Sesto Pusteria. I militari, non credendo alla versione fornita nell'autocertificazione, hanno rintracciato il loro datore di lavoro scoprendo l'inganno

Foto di repertorio non riferita al contenuto dell'articolo

Speravano di potersi godere le vacanze in Alta Pusteria nonostante i divieti imposti dalle normative anti-Covid. Nei primi giorni di febbraio tre triestini sono stati denunciati dai militari della Compagnia Carabinieri di San Candido per false attestazioni. Erano stati fermati a Sesto Pusteria a metà dicembre e avevano dichiarato di trovarsi in montagna per lavoro e avevano compilato le previste autocertificazioni. Ai tempi la provincia autonoma di Bolzano era zona arancione e Trieste invece gialla.

Tra i due territori non era quindi consentito spostarsi salvo che per motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Da subito ai carabinieri era apparso strano che tre persone residenti nella stessa abitazione a Trieste fossero a Sesto per lavoro. Raccolte le dichiarazioni dei tre, i militari dell’Arma sono andati dal presunto datore di lavoro scoprendo che sì i tre li conosceva ed erano stati suoi collaboratori, ma molto tempo prima. I tre sono stati quindi denunciati per false attestazioni. E sì perché in casi del genere le conseguenze possono essere pesanti: è bene infatti ricordare che dichiarare il falso in un documento ufficiale non è un semplice illecito amministrativo, ma un vero e proprio reato penale che nei casi più gravi può essere punito addirittura con la reclusione. 
 

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