Giovedì, 13 Maggio 2021
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"Fanno abortire donne e usano feti vivi per i vaccini Covid": l'omelia del parroco nata da una fake news

Le parole di don Paolo Pasolini, parroco della chiesa di San Rocco, a Cesena, stanno facendo molto discutere. Ma tutto nasce da una retorica usata dai no-vax e smentita già più volte

Don Paolo Pasolini (Foto da CesenaToday)

''Feti vivi utilizzati per fare i vaccini contro il Covid'': sta facendo discutere l'omelia di don Paolo Pasolini, la messa tenutasi domenica scorsa nella chiesa di San Rocco, a Cesena, ha tirato fuori un tema a dir poco ostico. Dopo il caso AstraZeneca e i ritardi negli approvvigionamenti, i vaccini anti-covid stanno facendo discutere molto, ma la questione a cui il parroco fa riferimento, ossia l'utilizzo di cellule prese ai feti abortiti per preparare i vaccini, va un attimo spiegata anche perché scivola su una celebre fake news già più volte usata dai no-vax.

Feti vivi per vaccini anti Covid: l'omelia (Video)

Quella che don Paolo ha tirato in ballo è un tema trattato da molte riviste scientifiche travaricandone tuttavia il senso in un discorso più ampio, partito dal contrasto all'aborto per finire al senso della vita: ''Siamo impazziti non solo sui rapporti sociali, ma sul valore della nostra vita. In 14 mesi abbiamo imparato a non morire e ciascuno di noi si è talmente aggrappato alla vita che abbiamo fatto di tutto pur di non morire e non far morire, ed è giusto così''. 

Poi la ripresa del ragionamento: ''Ma non abbiamo capito la logica di Gesù. Qui stiamo imparando il 'Si salvi chi può', il 'Mors tua vita mea', cioè la tua morte è la mia salute. Vedi per esempio la fabbricazione di vaccini, a onor del vero anche di tanti altri vaccini fatti fino adesso, tramite le sperimentazioni fatte con feti vivi abortiti. Il prete ha parlato di "donne povere pagate per farsi ingravidare, e poi fatte abortire al quarto-quinto mese con l'estrazione del feto vivo, perché ci sono aziende, non cosche mafiose, che pagano donne povere per asportare il feto vivo, a cui vengono tolti gli organi ancora vivi e ceduti a chi sperimenta e vende vaccini''.

Ed ancora l'omelia: ''Dicono che è necessario e lo facciamo. Ma nella macchina retorica del 'bene comune' c'è dietro un mondo mostruoso in cui la vita degli altri è la nostra vita e siamo disposti a passare sopra una stradina di feti abortiti, purché io arrivi in fondo guarito, sano e vivo''. 

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Feti vivi per i vaccini: la spiegazione

I contenuti dell'omelia hanno dato il via ad un lungo dibattito sui social. C'è chi ha ricordato come la Congregazione per la dottrina della fede abbia assunto una posizione ufficiale secondo cui è giudicata "moralmente accettabile" l'utilizzo di vaccini ottenuti con cellule da feti abortiti se non ci sono altre chance per combattere la diffusione della pandemia. Questo il pronunciamento in estrema sintesi della massima autorità vaticana sui temi etici. Ma a bene leggere è tutt'altro che un consenso alle pratiche abortive. Leggiamo infatti meglio il contenuto della pronuncia.

Omelia choc, la diocesi: "Erano posizioni personali di don Paolo"

"È moralmente lecito - ha detto la Congregazione - l'utilizzo di vaccini contro il Covid-19 che sono stati sviluppati con linee cellulari provenienti da tessuti ottenuti da due feti abortiti non spontaneamente". Ma con la precisazione che "questo non può costituire in sé una legittimazione, anche indiretta, della pratica dell'aborto". "La ragione fondamentale per considerare moralmente lecito l'uso di questi vaccini è che il tipo di cooperazione al male (cooperazione materiale passiva) dell'aborto procurato da cui provengono le medesime linee cellulari, da parte di chi utilizza i vaccini che ne derivano, è remota", ha spiegato la Congregazione.

E a chi fa obiezione di coscienza arriva la raccomandazione: "Coloro che, comunque, per motivi di coscienza, rifiutano i vaccini prodotti con linee cellulari procedenti da feti abortiti, devono adoperarsi per evitare, con altri mezzi profilattici e comportamenti idonei, di divenire veicoli di trasmissione dell'agente infettivo. In modo particolare, essi devono evitare ogni rischio per la salute di coloro che non possono essere vaccinati per motivi clinici, o di altra natura, e che sono le persone più vulnerabili".

Feti vivi per i vaccini: la fake news

Come si nota nel testo si fa riferimento a linee cellulari provenienti da feti come invece viene fatto passare dalla retorica spesso usata dai no-vax. Dietro la produzione dei vaccini non esiste infatti alcun business dei feti abortiti e in nessun modo questi vengono richiesti dalla società per la fabbricazione dei vaccini anti-Covid19. 

Tutto infatti nasce dall'esistenza di linee cellulari umane derivate dalla donazione di un feto: è il caso della linea cellulare denominata MRC-5, un gruppo di cellule coltivate in laboratorio da un unico feto abortito nel 1966. Ma anche delle linee cellulari HEK 293 TREX derivate dalle cellule renali di un feto del 1973, ottenuto da un aborto terapeutico nei Paesi Bassi.

Queste cellule possono moltiplicarsi ed essere distribuite nei laboratori, senza che vi sia necessità di provocare aborti. E le colture cellulari servono in fase pre-clinica per isolare il virus in modo da studiarlo, per ottenere vaccini e farmaci efficaci. Insomma: nessun business dell'orrore né donne fatto abortire in nome della scienza. Solo l'ennesima fake news.

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