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Sabato, 10 Dicembre 2022
Città Catania

"Io sono Giordana": la battaglia e il coraggio di mamma Vera

Ha grinta da vendere Vera Squatrito e gli stessi occhi intensi di sua figlia Giordana, uccisa a vent'anni dall'ex fidanzato con 48 coltellate il 7 ottobre del 2015. Per lei e per tutte le donne conduce una lotta contro il femminicidio: "E' la mia missione"

“In un attimo succede l'inferno, senti una male dentro che non potevi mai immaginare di provare, poi capisci che lei non tornerà più e che devi farti forza e continuare a combattere”. Ha grinta e coraggio da vendere Vera Squatrito e gli stessi occhi intensi di sua figlia Giordana, 20 anni, uccisa dall'ex fidanzato con 48 coltellate il 7 ottobre del 2015.

Quotidianamente Vera trasforma il dolore in tenacia, per condurre una battaglia contro il femminicidio. “Le mie giornate si dividono tra lavoro, famiglia e la mia missione – ci dice – perché sono troppe le donne che muoiono per mano di uomini che non sanno nemmeno cosa sia l'amore”. Una donna ogni tre giorni in Italia viene uccisa dal marito, fidanzato, compagno: molto spesso si tratta di ex, di relazioni concluse, storie finite dopo giorni o anni di limitazioni, insulti, minacce e botte. “Giordana ha conosciuto il suo assassino a soli 15 anni, - continua Vera - si trattava del suo primo amore, eppure io sin da subito mi sono accorta che qualcosa in lui non andava. Nel 2012 ha cercato di isolare mia figlia da tutto e tutti, voleva allontanarla anche da noi, dalla sua famiglia.Voleva farle terra bruciata intorno e l'ha portata persino ad abbandonare la scuola. Oggi so per certo che i lividi sulle gambe e sulle braccia che aveva Giordana non erano segni della danza, di un allenamento troppo intenso. Lui la picchiava, la prendeva a calci, ma lei fingeva che non accadesse”.

Alcune statistiche fotografano in Italia una situazione allarmante: il 70 per cento delle vittime di femminicidio infatti, prima di essere uccisa, aveva sporto denuncia contro il proprio aggressore. “ Giordana aveva smesso di amarlo, - ci racconta Vera - aveva capito che la loro relazione non era sana e stava ricominciando a godersi la vita. Cresceva sua figlia meravigliosamente, ballava, lavorava. E lì lui ha capito che l'aveva persa, per sempre. Così ha cominciato a fingere di volersi occupare di Asia, di voler fare il padre, solo per riavvicinare Giordana. Diverse volte si è introdotto di nascosto in casa nostra, ossessionava mia figlia con telefonate e messaggi, per questo l'ho convinta a denunciare. E lui l'ha uccisa a meno di 24 ore dalla prima udienza per stalking. “E' fondamentale che le donne continuino a denunciare, ma anche altrettanto importante che le istituzioni sostengano con maggior forza i centri antiviolenza. Per le donne è necessario imparare a riconoscere i primi segnali allarmanti, per gli assassini però ci vogliono pene certe e nessun sconto o attenuante”.

Dalla tragica morte di sua figlia ad oggi Vera ha portato avanti senza sosta la sua battaglia, una lotta essenziale per i diritti di tutte le donne. Ha girato e continua a girare centinaia di scuole, raccontando la storia di Giordana, evidenziando tutti i campanelli d'allarme che all'interno di una relazione non devono mai essere trascurati. “Giordana era ormai mille miglia lontana da lui, eppure era una madre giovane e coscienziosa, non avrebbe mai creduto che ad ucciderla potesse essere il padre di sua figlia. Quel legame l'ha tratta in inganno”.

Quella di Vera è una famiglia fatta di donne che combattono con fierezza e a testa alta.

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