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Giovedì, 19 Maggio 2022
Città Roma

Abusano un ragazzino e violentano la madre: cosa è emerso dalle indagini

Cosa sappiamo sulla sconcertante aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica nella Capitale

Sono ancora in corso le indagini sulla doppia violenza sessuale avvenuta nella notte tra sabato e domenica tra Centocelle e la periferia nord est di Roma ai danni di un ragazzo di 16 anni e della madre. Una vicenda che definire scioccante è dire poco. Gli aguzzini, due adolescenti tunisini senza fissa dimora, hanno preso di mira un coetaneo che stava tornando a casa dopo una serata trascorsa fuori. L'incubo si è materializzato intorno alle tre e mezza di notte.

Un orrore dopo l'altro

Come ricostruito da RomaToday, i due avrebbero aggredito il giovane mentre stava salendo a bordo della sua minicar puntandogli contro un coltello. "Dacci i soldi che hai in tasca". Poi lo avrebbero costretto a salire in auto ordinandogli, sempre sotto minaccia, di guidare verso casa per ottenere altri soldi. Nel corso del viaggio lo avrebbero obbligato a fermarsi per strada per abusare di lui. Nel corso delle indagini è emerso un altro elemento raccapricciante: i due aggressori avrebbero anche immortalato le violenze con uno smartphone. Una volta arrivati davanti alla casa del ragazzo hanno fatto irruzione all’interno, si sono fatti consegnare altri soldi dalla madre, una donna di 54 anni, e hanno abusato anche di lei. Un orrore dopo l'altro. Poi hanno nuovamente minacciato il figlio, lo hanno costretto a risalire in macchina e a riportarli in centro.

La notte da incubo si è conclusa in via Amba Aradam, zona San Giovanni, quando una volante della polizia ha bloccato la micro-car grazie all’intervento del papà del 16enne, fuori casa per lavoro e immediatamente chiamato dalla moglie. È stato lui ad attivare la geolocalizzazione dello smartphone del figlio e a fornire indicazioni ai poliziotti sulla sua posizione, consentendo di bloccarla con i due ancora a bordo.

L'arresto dei due aggressori e le indagini

I due giovani tunisini, di 16 e 17 anni, sono stati arrestati e si trovano oggi in una struttura detentiva minorile. Devono rispondere di violenza sessuale, rapina aggravata, sequestro di persona e minacce aggravate in concorso. Quando sono stati bloccati avevano ancora il coltello usato per minacciare mamma e figlio e gli smartphone su cui erano registrate quelle immagini terribili, immediatamente sequestrati.

Tutto il materiale ora è al vaglio degli inquirenti per capire in che contesto sia maturata l’aggressione. Resta da capire se i due aguzzini abbiano condiviso sui social le immagini (elemento che deve ancora essere confermato) e non è chiaro neppure se la vittima sia stata scelta a caso o se i due avvessero un destinatari preciso. Gli investigatori stanno anche indagando nel loro passato, cercando di accertare se siano responsabili di altre rapine messe a segno ai danni di coetanei. 

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