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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Salerno

Violenza sessuale di gruppo: indagato anche un carabiniere

Vittima una cittadina romena, prima violentata e poi ricattata dal militare e da un suo complice. I fatti nel 2006. Tre persone sono state rinviate a giudizio.

C'è anche un carabiniere coinvolto in una torbida storia di violenza sessuale, stupri di gruppo, sevizie e percosse ai danni di una cittadina romena costretta a subire abusi sotto la minaccia di essere arrestata o espulsa dal territorio nazionale. Lo riporta il quotidiano la Città di Salerno.

il militare, un 51enne originario della provincia di Avellino e residente a Mercato San Severino in servizio a Salerno, è stato denunciato insieme ad un 23enne di Nocera Inferiore residente a Fisciano e a un 51enne di Torre Annunziata (Napoli) trasferitosi a Bracigliano.

La ragazza ha trovato il coraggio di denunciare e ora per tutti il capo di imputazione è di violenza sessuale; il carabiniere e il 23enne rispondono anche di violenza sessuale di gruppo mentre solamente il carabiniere risponde anche di abuso di potere.

I fatti risalgono ai mesi di maggio e giugno del 2006. Secondo quanto si è appresa la giovane fu sottoposta a numerose violenze sessuali (che le procurarono anche lesioni) e minacciata di morte nel caso in cui non avesse fatto quello che gli aguzzini le chiedevano.

La ragazza nei giorni scorsi, avrebbe dovuto ricostruire con una testimonianza in videoconferenza da Bucarest tutta la vicenda della quale è stata vittima. Sembra che un problema tecnico però abbia costretto i giudici a rinviare l'udienza.

Stando a quanto riferito da la Città di Salerno nelle carte processuali si parla di episodi avvenuti sia nell'abitazione del militare a Mercato San Severino sia in auto, a Cetara (in costiera Amalfitana) e a Salerno. Il carabiniere e il 23enne avrebbero spesso agito in coppia, tenendo la giovane romena anche segregata per diverse ore e minacciandola che le avrebbero impedito di lavorare e di farla arrestare in quanto clandestina. Il gip Elisabetta Boccassini ha quindi disposto il rinvio a giudizio per gli indagati.

Nel corso delle indagini fu anche scoperto che il militare, con la complicità di una centralinista della Corte d'Appello, avrebbe usufruito dell'utenza pubblica per conseguire l'autoricarica sul suo cellulare. Per questa vicenda sia lui che la dipendente sono stati rinviati a giudizio con l'imputazione di peculato. (da Salerno Today)

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