Lunedì, 15 Luglio 2024
Città Lecce

Insulti e minacce alla moglie se rifiutava di avere rapporti sessuali: condannato

Un uomo della provincia di Lecce dovrà scontare otto anni per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Spesso la donna, terrorizzata, si rifugiava nella stanza dei figli

"Non vali una lira", "ucciditi". Sono solo alcune delle frasi che una donna della provincia di Lecce si sentiva dire, o meglio urlare, dal marito. Più volte negli ultimi anni l'uomo l'ha anche costretta ad avere rapporti sessuali, altrimenti l'avrebbe picchiata. Adesso è stato condannato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale tentata e consumata. Come spiega LeccePrima, il giudice per le udienze preliminari Angelo Zizzari ha inflitto la pena di otto anni (scontata di un terzo perché è stato scelto il rito abbreviato).

Se quasi 12mila donne vanno in ospedale per botte

Le indagini hanno fatto emergere una convivenza segnata dalla paura e dalla violenza, almeno  dall’estate del 2021. I litigi sarebbero stati frequenti e spesso davanti ai figli minori, costretti anche a vedere che il padre assumeva alcolici e stupefacenti. Durante gli sfoghi incontrollati del marito, la donna è stata anche aggredita con calci, ceffoni, pugni, mani strette sul collo. E poi, la "richiesta" di sesso con minacce di prenderla a botte qualora avesse osato rifiutare. La donna spesso è letteralmente scappata, rifugiandosi nella stanzetta dei figli. Fino a quando ha presentato una denuncia e si è arrivati al processo.

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