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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

"Difendiamo i nostri figli": in piazza contro la teoria gender nelle scuole

Associazioni di genitori e movimenti pro famiglia sabato 20 giugno a Roma per dire no all'introduzione dell'educazione di genere a scuola e alle unioni civili tra persone dello stesso sesso

Sabato 20 giugno tutti in piazza a Roma. Ma tutti chi? A darsi appuntamento alle 15:30 a San Giovanni associazioni di genitori, movimenti cattolici, ma anche di altre religioni, e tutti quelli che si battono in difesa della famiglia e, in questo caso, dei bambini. "Difendiamo i nostri figli" è lo slogan della manifestazione, organizzata dall'omonimo comitato che da oltre un anno si mobilita per informare i genitori, e non solo, sui "pericoli" dell'ideologia gender che in Italia potrebbe essere presto sdoganata nelle scuole con l'approvazione del ddl Fedeli. Ma andiamo con ordine.

COSA DICE IL DISEGNO DI LEGGE - Depositato in Senato il 24 novembre 2014 dalla vicepresidente del Senato Valeria Fedeli (Pd),il controverso ddl si propone di introdurre l'educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici del sistema nazionale di istruzione e delle università. Con lo stanziamento di 200 milioni di euro, qualora venisse approvato, si integrerebbe l'offerta formativa dei curricoli scolastici, di ogni ordine e grado, con l'insegnamento a carattere interdisciplinare dell'educazione di genere, si interverrebbe su libri di testo e materiali didattici e verrebbero introdotti nelle università corsi di studio di genere, anche al fine di formare figure professionali specifiche per l'insegnamento scolastico. L'obiettivo del ddl Fedeli è quello del superamento di stereotipi sessisti, ritenuti responsabili di bullismo e discriminazione, per promuovere la cultura della parità di genere.

L'IDEOLOGIA GENDER - Se la lotta alla discriminazione è condivisa dai "no-gender", non lo è affatto il metodo proposto, ovvero cercare di sradicare fin dalla prima infanzia il concetto di diversità tra maschio e femmina. L'ideologia gender, alla base del ddl Fedeli, nega la differenza sessuale. Secondo i sostenitori di questa ideologia, infatti, le differenze tra uomo e donna non sono biologiche e innate, ma frutto di stereotipi culturali e sociali che si delineano dopo la nascita. Le diversità tra maschio e femmina vengono quindi abolite, creando di fatto una cultura neutra, dove ogni individuo sceglie la propria sessualità e, di conseguenza, dove viene negato al bambino il diritto di avere un padre e una madre perché l'omogenitorialità è ammessa.

LA PROTESTA - Colonizzazione ideologica mossa da lobby Lgbt, libertà negata alle famiglie di scegliere come educare i propri figli, omogenitorialità che cancella il diritto del bambino di avere un padre e una madre: su questi punti si infiamma la protesta. Sono più o meno due anni che associazioni di diverso tipo e natura vanno in giro per l'Italia a fare conferenze sull'ideologia gender e oltre ad aver notato una diffusa ignoranza sull'argomento, hanno riscontrato un grande interesse da parte di famiglie e insegnanti. "C'è voglia di saperne di più - spiega Filippo Savarese, portavoce di La Manif Pour Tous Italia, associazione nata per sostenere l'unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto del bambino ad avere un padre ed una madre - La manifestazione di sabato (dove sono attese oltre 300 mila persone, ndr) è stata chiesta espressamente dalle famiglie, ecco perché non ci sono appoggi politici nè ecclesiali". La Chiesa infatti, pur condividendo i valori della manifestazione, non sarà in piazza San Giovanni. "Non è una manifestazione cattolica - sottolinea Savarese - Dal palco parleranno anche evangelici, musulmani, perfino la comunità Sikh di Roma, questo fa capire la trasversalità dell'argomento. Tutti in difesa della famiglia e del diritto dei bambini di avere un padre e una madre".

In piazza San Giovanni si protesta anche contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Difendere il matrimonio uomo-donna è un altro dei punti fondamentali della manifestazione che ha già ottenuto un risultato importante ancora prima di iniziare, come spiega Massimo Gandolfini, noto neurochirurgo e portavoce del comitato "Difendiamo i nostri figli": "Un primo effetto di questa iniziativa è stato lo slittamento alla prossima settimana del parere del Governo sul ddl Cirinnà, dopo il quale partirà la discussione di duemila emendamenti. Noi vogliamo intervenire prima che il parlamento legiferi, perché le esperienze di Francia e Spagna dimostrano che la protesta successiva alla promulgazione di leggi sbagliate, pur avendo un grande valore simbolico, non portano ad un risultato concreto". Sul palco si alterneranno Mario Adinolfi e Costanza Miriano, l'avvocato Gianfranco Amato e l'avvocato Simone Pillon, l'iniziatore del Cammino Neocatecumenale Kiko Arguello e, in chiusura, il portavoce del comitato Massimo Gandolfini.

L'EUROPA - Polemica, infine, anche nei confronti dell'Europa. Il Parlamento Europeo, oltre all'apertura verso i matrimoni gay, chiede agli Stati membri di introdurre la teoria di genere nelle scuole come primo passo verso il superamento di stereotipi sessisti e discriminazioni. La posizione dei "no gender" in merito è di totale disaccordo, come ci spiega ancora Filippo Savarese: "Ok al superamento della donna relegata in cucina e dell'uomo ingegnere, su questo siamo tutti d'accordo, ma è fondamentale difendere la libertà educativa della famiglia. Il Parlamento Europeo vuole distruggere la Costituzione italiana, che fino a prova contraria sostiene con l'articolo 3 che il matrimonio è tra uomo e donna e che i genitori del bambino sono un papà e una mamma".

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