Jugoslav Jovanovic: il capo della banda che ha rubato 60 milioni di euro a Ecclestone arrestato

23enne di origine sinti, è stato preso venerdì scorso a Santa Marinella in provincia di Roma su richiesta di Scotland Yard. La storia del colpo del secolo che ha beffato la polizia di Londra

Jugoslav Jovanovic, 23enne di origine sinti, è stato arrestato venerdì scorso a Santa Marinella in provincia di Roma su richiesta di Scotland Yard perché è fortemente sospettato di essere il capo della banda d'oro che ha fatto un colpo da non meno dell’equivalente di 20 milioni di euro (la vittima ne aveva dichiarati 60) in contanti, gioielli e orologi, depredati venerdì 13 dicembre 2019 dalla magione londinese di Tamara Ecclestone.

Jugoslav Jovanovic: il capo della banda che ha rubato 60 milioni di euro a Ecclestone arrestato

Secondo il racconto del Corriere della Sera Jugoslav Jovanovic dispone di falsi documenti d'identità e di una rete di campi rom che lo rendevano quasi impossibile da trovare. Lui era fino alla settimana scorsa il penultimo a piede libero dei presunti componenti della banda: ora manca solo il 32enne Daniel Vukovic, che risiedeva nell'accampamento di nomadi in via Monte Bisbino a Milano. 

Il colpo è durato in tutto un'ora, dalle 22 alle 23, i ladri sono entrati forzando una finestra al piano terra sul retro della villa al numero 8 di Palace Green mentre la padrona di casa era in vacanza in Lapponia con il marito e la figlia. Dopo il colpo era scattata la caccia all'uomo: catturati prima Maria Mester, 47 anni, e il figlio Emil Savastru (26). Poi era stata la volta di Alessandro Donati e Alessandro Maltese, catturati tra Milano e Varese. I quattro che avevano realizzato il colpo erano passati sotto le telecamere del giardino della villa con una borsa Louis Vuitton con la refurtiva. Erano riusciti ad aprire una sola cassaforte su quattro: l'oo rubato è stato fuso , mentre gli orologi sono finiti nelle tasche dei ricettatori di Milano. 

Il Mattino scrive oggi che a Milano il clan Jovanovic è noto per i trascorsi di Nenad, il re delle truffe, mago del “rip-deal”. Una volta spacciandosi per un rabbino riuscì ad assicurarsi dei pezzi unici, di Renoir e di Rubens, da un gallerista londinese a cui consegnò borse di soldi falsi. La polizia gli confiscò beni per due milioni di euro. 

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