Supermulta per l'aborto clandestino, le donne in rivolta: "Così torniamo indietro"

Il reato è stato depenalizzato e la sanzione è stata aumentata del 200 per cento. Protestano le associazioni e il web si mobilita con #obiettiamolasanzione e #apply194

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Lo scorso 15 gennaio un decreto legislativo del governo Renzi ha depenalizzato il reato di aborto clandestino aumentando la sanzione dagli originari da 51 euro (corrispondenti alle vecchie 100mila lire stabilite dall'articolo della legge 194 del 1978) a un'ammenda pecuniaria tra i 5mila e i 10mila euro.

Un aumento che non è passato sotto silenzio e ha fatto scoppiare la protesta dei movimenti femministi ma non solo, sfociata ora in una mobilitazione social gli l'hashtag #obiettiamolasazione e #apply194 e in un tweetbombing sugli account twitter del premier Renzi e del ministro della Salute Lorenzin.

L'associazione Di.Re (Donne in Rete contro la violenza) parla di "gravissimo errore": l'inasprimento delle sanzioni ignora "completamente le ragioni per cui la legge 194 comminava una multa simbolica, ovvero permettere alle donne di denunciare i 'cucchiai d'oro' che praticavano aborti illegali e, soprattutto, permettere loro di andare in ospedale al primo segno di complicazione senza rischiare la denuncia", come ha scritto la presidente Titti Carrano in una lettera al premier Renzi in cui gli chiede di intervenire.

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Il rischio è quello di "tornare indietro, invece di ampliare i diritti di tutti e tutte", mentre "molte conquiste delle donne, ottenute con anni di lotte, stanno per essere cancellati nel silenzio dei più." Carrano ha stigmatizzato poi su La Stampa le percentuali altissime dei ginecologici obiettori di coscienza, per le quali siamo già stati bacchettati dal Consiglio d'Europa, che ha tuonato contro la "violazione dei diritti delle donne che alle condizioni prescritte dalla legge 194 del 1978 intendono interrompere la gravidanza". Senza dimenticare poi l'emergenza dell'obiezione di struttura: "Nel 40 per cento dei reparti di ginecologia e ostetricia italiani il servizio viene erogato a spizzichi" , ha ricordato Carrano, mentre "la drammatica conseguenza è il turismo abortivo e il dilagare delle interruzioni di gravidanza clandestine". 

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