Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Alessandria

Aborto sbagliato e la bambina nasce: l'ospedale deve risarcire entrambi i genitori

Marito e moglie avevano deciso di non portare avanti quella gravidanza, ma per un errore medico l'aborto non venne eseguito correttamente. Dopo l'intervento la donna scoprì di essere ancora incinta, quando per legge non era più possibile abortire.

Avevano deciso di non portare avanti quella gravidanza, ma per un errore medico l'aborto non venne eseguito correttamente. Dopo l'intervento la donna scoprì di essere ancora incinta, quando per legge non era più possibile abortire. Il caso risale a 18 anni fa, ad Alessandria. 

La terza sezione civile della Cassazione, annullando con rinvio una sentenza della Corte d'appello di Torino, ha stabilito che vanno risarciti i danni a entrambi i coniugi per la nascita indesiderata di un figlio a seguito di un errore medico. 

La madre aveva già ottenuto un risarcimento

La madre aveva già ottenuto un risarcimento di oltre 125mila euro per "erronea esecuzione di un intervento" di raschiamento dell'utero e "diagnosi errata di aborto interno". Il padre ha dimostrato che l'arrivo di una bimba ha comportato anche per lui sacrifici economici, rinunce e problemi al lavoro "Agli effetti negativi della condotta del medico e alla responsabilità della struttura in cui egli opera - si legge nella sentenza della Cassazione - non può ritenersi estraneo il padre".

La sentenza della Cassazione

In Cassazione, il padre "suo malgrado" ha fatto presente che "la gestazione era andata avanti contrariamente alla palesata volontà sua e della moglie, in considerazione della loro età avanzata e della presenza di un altro figlio; per quell'evento la moglie aveva dovuto lasciare il lavoro e dedicarsi alla neonata; lui stesso aveva dato le dimissioni per ottenere il Tfr maturato e provvedere ai mutati bisogni della famiglia". Aveva inoltre dovuto "sostenere le spese per il sostentamento della minore ed era stato costretto a trasferirsi in un'altra città dove aveva faticosamente dovuto cercare una diversa attività lavorativa". 

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"In tema di responsabilità del medico per erronea diagnosi concernente il feto e conseguente nascita indesiderata, il risarcimento dei danni che costituiscono conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento della struttura sanitaria all'obbligazione di natura contrattuale spetta non solo alla madre ma anche al padre", sottolinea la Cassazione, accogliendo il ricorso. "Il padre - prosegue il verdetto - deve considerarsi tra i soggetti 'protetti' e, quindi, tra coloro rispetto ai quali la prestazione mancata o inesatta è qualificabile come inadempimento, con il correlato diritto al risarcimento dei conseguenti danni, immediati e diretti, fra i quali deve ricomprendersi il pregiudizio di carattere patrimoniale derivante dai doveri di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli". Ora la Corte di Appello torinese deve provvedere a indennizzare anche il padre della piccola "nata per sbaglio".

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