Mercoledì, 21 Aprile 2021
Asti

Perché il Comune di Asti ha razionato l'acqua nel campo nomadi

Tutta colpa di bollette che non sono state pagate negli anni passati per un totale di 634mila euro. Viene garantito a ogni residente il consumo di 80 litri al giorno

Ad Asti il Comune ha deciso di razionare l'acqua nel campo abitato da nomadi sinti, situato in via Guerra, alla periferia della città. La decisione della Giunta che amministra il capoluogo di provincia è dovuta ai mancati pagamenti: "Ho chiesto loro di iniziare a pagare la quota di quest’anno, circa 60mila euro, più un acconto per le bollette passate per un totale di 100mila euro" aveva detto il vicesindaco Coppo (Fratelli d'Italia) qualche settimana fa, aggiungendo: "Se entro pochi giorni non sarà effettuato il versamento farò attivare il sistema di razionamento dell’acqua su tutto il campo. Questo significa che garantiremo a ogni residente il consumo di 80 litri al giorno". 

Gli arretrati non sono stati saldati, e il razionamento c'è stato. "Abbiamo provveduto al razionamento dell’acqua al campo sinti di via Guerra. Con un passivo di circa 634mila euro di bollette non pagate, siamo i primi che fanno qualcosa di concreto per risolvere l’emorragia di soldi", ha scritto Coppo sui social network. "La stessa misura - dice il vicesindaco - sarà presa anche per gli altri. Si passerà da circa 36mila metri cubi di acqua all’anno a poco più 2mila metri cubi, con un risparmio (viste le nuove tariffe in vigore) di circa 100mila euro all’anno".

Asti, acqua razionata al campo nomadi per mancati pagamenti

"Risparmieremo il 90 per cento di acqua", assicura Coppo che ha spiega concretamente come operano le valvole installate sull'impianto idrico del campo. "Un elettrovalvola permette un'erogazione a fasce orarie -  dice -  Inoltre se le valvole vengono manomesse, si interrompe completamente il flusso d'acqua. Questo provvedimento è un passo verso l'obiettivo che è trovare una soluzione per la chiusura di questi campi".

Il problema dei mancati pagamenti è annoso: le prime bollette non pagate risalgono a un quindicina di anni fa. Rasero, primo cittadino di Asti, eletto con Forza Italia, ha appoggato la decisione definendola "una semplice operazione di equità. Tutti gli astigiani pagano l’acqua e i nomadi di via Guerra, che sono astigiani come gli altri, non l’hanno pagata per tanti anni. Adesso basta. Oltretutto siamo stati di manica larga perché la legge prevede di erogare almeno 50 litri pro capite al giorno e noi abbiamo deciso di garantirne 80".

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