Martedì, 26 Gennaio 2021
Roma

Voleva avvelenare l'acqua di Roma: marocchino espulso dall'Italia

Il 37enne, già detenuto in carcere, aveva esultato dopo l'attentato terroristico avvenuto nel 2015 al Museo del Bardo di Tunisi. Adesso aveva in mente di contaminare la rete idrica della Capitale

Foto di repertorio

Aveva ideato un piano per avvelenare la rete idrica di Roma, affermando anche che non avrebbe avuto grossi problemi ad entrare nello Stato Vaticano. Per questo motivo, con un provvedimento firmato dal ministro dell'Interno Marco Minniti, è stata eseguita oggi 28 agosto l'espulsione di un cittadino marocchino dal territorio italiano per "motivi di sicurezza dello Stato". 

Espulso cittadino marocchino

Ad essere raggiunto dal provvedimento un 37enne marocchino, detenuto per reati comuni, già inserito dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nel "1° livello di analisi (Alto)" per aver esternato il proprio compiacimento in occasione dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi, ritenuto "una giusta risposta all’intervento militare della Coalizione internazionale nei Paesi di religione mussulmana".

Minaccia di avvelenare la rete idrica di Roma 

Il marocchino espulso aveva aggiunto che non avrebbe avuto difficoltà né ad entrare nello Stato Vaticano per compiere atti violenti né ad avvelenare la rete idrica della Capitale. 

Spedizione punitiva in carcere per motivi religiosi

Inoltre, in carcere aveva fatto parte di un sodalizio attivo nel proselitismo estremista guidato da un altro jihadista tunisino legato all’ideologia dell’autoproclamato stato islamico. Insieme ad altri detenuti, nel giugno 2015, aveva anche organizzato una violenta spedizione punitiva nei confronti di un altro recluso, reo di mal sopportare il rumore del gruppo di preghiera. 

Provvedimento di espulsione

Per questi motivi, è stato adottato il provvedimento di espulsione a firma del ministro dell'Interno ed è stato rimpatriato oggi con accompagnamento nel suo Paese di provenienza con un volo diretto in Marocco decollato dalla Frontiera aerea di Roma-Fiumicino.

Le indagini della Digos 

Le indagini della Digos romana volte alla prevenzione del fenomeno del radicalismo islamico, già nel gennaio scorso, avevano portato all’applicazione della custodia cautelare in carcere per Saber Hmidi, ed oggi hanno portato all’espulsione dal territorio nazionale del cittadino marocchino di 37 anni. L'uomo, detenuto per reati inerenti gli stupefacenti, aveva conosciuto l’Hmidi,  in carcere e con lui si era reso responsabile di vari episodi sanzionati secondo il vigente ordinamento penitenziario.

Aggressione contro detenuti di diversa fede religiosa

Nei vari istituti di pena dove è stato recluso e dai quali è stato più volte trasferito proprio per intemperanze contro gli altri detenuti di diversa fede religiosa, sono state raccolte anche delle testimonianze secondo le quali il 37enne, avrebbe inneggiato apertamente agli attentati dell’Isis.

Rimpatri nel 2017 

Definito il quadro probatorio, la Digos ha chiesto ed ottenuto dal Ministro dell’Interno un idoneo provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale. Con questo rimpatrio, il 71° del 2017, risultano 203 le espulsioni di soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso eseguite con accompagnamento nel proprio Paese dal gennaio 2015 ad oggi.

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