Lunedì, 20 Settembre 2021
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La sfida dell'Onu: "Niente più povertà entro il 2030"

Arriva in Italia Amina J. Mohammed, Special adviser del segretario generale delle Nazioni unite sull’agenda di sviluppo post-2015, e lancia una sfida: un impegno per tutti gli Stati da portare a termine nei prossimi 15 anni

Le Nazioni Unite hanno in programma di stipulare gli accordi sui nuovi obiettivi per lo sviluppo sostenibile entro settembre, quando ci si riunirà a New York. Ma i lavori per la nuova agenda politica degli stati membri sono già in corso. Per questo si pensa a una futura partnership globale per poter sdradicare la povertà entro il 2030

Una sfida che coinvolge tutti gli stati membri, tra cui l'Italia, dove tra poco verrà inaugurata Expo, il cui tema è quello di "nutrire il pianeta". Per questo è arrivata a Roma Amina J. Mohammed, Special adviser del segretario generale delle Nazioni unite sull’agenda di sviluppo post-2015. Perché l'Esposizione universale è un evento importante ma per eliminare la povertà l'impegno deve essere tanto e deve essere sottoscritto da subito. Molte sono le risorse da investire ma soprattutto è necessario che il tutto venga fatto seguendo determinati principi, per uno sviluppo sì ma che sia sostenibile: "Molte sono le sfide di questi anni perché molti sono i conflitti. Ma tutto questo non può fermare il nostro obiettivo: abbiamo pronta un'agenda politica con 17 obiettivi da portare a termine" spiega Mohammed, ospite a Roma. Qui l'organizzazione internazionale Action Aid ha dato vita a una conferenza dal titolo "Le nuove sfide per lo sviluppo sostenibile: una partnership globale per sradicare la povertà entro il 2030?" aperta proprio dall'intervento della Special Adviser. Uno spunto per una discussione sul ruolo e sulle sfide per la politica italiana ed europea verso la definizione dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile per i prossimi 15 anni.

"La prosperità futura deve essere inclusiva e non trascurare nessuno ma ciò non significa che quello che vogliamo attivare sia un progetto caritatevole: vogliamo costruire un nuovo futuro senza più disparità e l'Italia e gli altri governi lavoreranno per questo" continua Mohammed. E' questo il significato di sviluppo sostenibile: nessuno deve rimanere indietro. Per questo è necessaria una nuova "democrazia del cibo" e su questo l'Italia può avere un ruolo fondamentale: "L'Expo2015 non deve essere semplicemente la fiera del cibo e della ristorazione, ma una grande occasione per fare della buona politica. Per questo l'azione del governo italiano dovrebbe garantire più risorse per gli aiuti destinati al settore agricolo, bilanciandolo meglio la relazione fra azione della società civile e capacità di programmazione pubblica, valorizzando l'azione delle ong, radicate e diffuse sul territorio" spiega Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid. 

Nel 2013 l'aiuto pubblico allo sviluppo dell'Italia si è assestato allo 0,16%, meno della metà rispetto allo 0,41% della media dei paesi Ocse. Per quanto riguarda l'aiuto al settore agricolo dal 2012 a oggi, l'Italia non ha registrato incrementi significativi rimanendo su percentuali del 2,33% rispetto all'intero volume degli aiuti allo sviluppo. Insomma il lavoro da fare anche a livello nazionale è ancora tanto, ma la sfida è stata raccolta anche dal governo: "L'Italia è pronta con il cuore aperto per l'agenda dell'Onu sullo sviluppo sostenibile. Ora è il turno delle nostre istituzioni" ha spiegato Lapo Pistelli, vice ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. 

Al convegno era presenta anche Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole: "L’Italia può e deve giocare un ruolo fondamentale per una produzione e ridistribuzione più equa del cibo, in particolare sull’asse tra Europa e Mediterraneo e molto, in questo senso ha già fatto negli ultimi mesi - ha spiegato durante il suo intervento - nel semestre Ue di presidenza italiana si è portato a compimento un lavoro importante di cooperazione legata alla ricerca in campo agricolo che consentirà in questi anni di investire oltre 200 milioni di euro. Una discussione che avrà uno sbocco fondamentale in Expo”. Adesso si aspetta l'Esposizione universale e il 28 aprile, giorno dell'ufficializzazione della Carta di Milano, il protocollo di Kyoto per il cibo, che verrà consegnata al segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon il 16 ottobre 2015

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