Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Adriano Sofri "esperto" per la riforma delle carceri: scoppia la polemica e lui si ritira

Una valanga di critiche mandate direttamente al ministro della Giustizia, che ha nominato l'ex di Lotta continua per lavorare alla riforma in corso. Tuonano i sindacati di polizia. Ma c'è chi invece difende la scelta anche se intanto lui si è ritirato

E' l'ex leader di Lotta continua, condannato a 22 anni di carcere come mandante dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi. In carcere dal 1972, libero dal 2012 Adriano Sofri è stato scelto dal ministero della Giustizia come uno degli "esperti" per lavorare alla riforma del sistema penitenziario. Una nomina che ha fatto scattare la polemica tra i sindacati di polizia penitenziaria e il guardasigilli Andrea Orlando. Il primo a tuonare contro la scelta è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) e il suo segretario Donato Capece non ha usato mezzi termini: "E' inammissibile, inaccettabile, intollerabile e insopportabile. E' come far sedere Totò Riina al tavolo di revisione del 41 bis! Il capo dello Stato Sergio Mattarella intervenga".

Stupore anche da parte del figlio di Calabresi, Mario, giornalista de La Stampa, espresso direttamente da Twitter 


La critica alle nomine in realtà va anche oltre quello che oramai è il "caso Sofri": "Siamo letteralmente saltati sulle sedie quando abbiamo letto il decreto con cui il Ministro Guardasigilli ha insediato gli esperti per dare esecuzione agli annunciati Stati Generali sulla esecuzione penale. Insieme a giuristi e magistrati qualificati non mancano gli ex parlamentari evidentemente da ricollocare - continua il Sappe - Spicca l'assenza di poliziotti penitenziari tra i coordinatori dei gruppi di lavoro, i professionisti della sicurezza nelle carceri, che ogni giorno hanno a che fare direttamente con le criticita del carcere nella prima linea delle sezioni detentive". 

LA NOMINA - La decisione è arrivata direttamente dal gabinetto del ministro Orlando attraverso un decreto da lui firmato. Sofri era stato nominato coordinatore in materia di "Istruzione, cultura e sport". Uno dei tanti esperti divisi in divisi in 18 tavoli tematici, che hanno il compito di "predisporre le linee di azione" in vista del progetto di riforma del sistema penale. Decisioni che sono state prese durante gli Stati generali delle carceri.

Il ministero specifica che al personale indicato verrà attribuito esclusivamente il rimborso delle spese documentate, nel rispetto dei limiti previsti e che questa spesa graverà sul bilancio 2015 del ministero della Giustizia: "Un’iniziativa che mira a raccogliere il contributo di idee e proposte di avvocati, magistrati, docenti universitari, operatori penitenziari e sanitari, assistenti sociali, volontari, garanti delle persone detenute, rappresentati della cultura e dell’associazionismo civile in prospettiva di un cambiamento profondo del sistema di esecuzione della pena" spiega il capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giovanni Melillo. 

Dal mondo dell'arma i sindacati propongono anche "un'azione riparatrice": "A questo punto per rimediare Orlando deve nominare immediatamente all’interno degli Stati generali dell’esecuzione penale un rappresentante della polizia penitenziaria e affidargli un ruolo di responsabilità almeno pari a quello assegnato a Sofri. Altrimenti il Ministro Orlando eviti, in futuro, di sottolineare i meriti delle colleghe e dei colleghi impegnati in prima fila perché avremmo la certezza che sono solo parole al vento condite dal venticello della propaganda" spiega il segretario generale Uilpa Penitenziari Eugenio Sarno. 

LA RINUNCIA - A smontare tutte le polemiche è intervenuto lo stesso Adriano Sofri che dal sito de Il Foglio ha annunciato la sua rinuncia all'incaricoper preservare gli Stati generali e il progetto di riforma che ne sorgerà:

Si è sollevato un piccolo chiasso attorno alla mia “nomina” da parte del ministro della Giustizia come “esperto” di carcere. Il mio contributo si era limitato a una conversazione telefonica con un autorevole giurista, e all’adesione a una eventuale riunione futura. Alla quale invece non andrò, scusandomene coi promotori, perché ne ho abbastanza delle fesserie in genere e delle fesserie promozionali in particolare

A difenderlo invece c'è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, associazione che da anni si occupa dei diritti dei detenuti: "Sofri è una personalità indiscussa della cultura italiana ed europea. Il suo contributo, anche alla luce dell'esperienza sofferta, sarà un arricchimento per tutti anche per il personale penitenziario. L'accostamento a Riina è una volgarità. Sofri ha scritto libri importantissimi in materia penitenziaria. E' a lui che dobbiamo la prima traduzione italiana del rapporto ispettivo del Comitato europeo per la prevenzione della tortura nel 1992. Per cui bene ha fatto il Ministro Orlando a coinvolgerlo".

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