Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Caserta

Affittopoli alla Reggia di Caserta: ville nel parco a 5 euro al mese per gli ex dipendenti

La Procura della Corte dei Conti ha aperto un'indagine sulla vicenda. Come rivela il quotidiano Il Mattino, 12 nuclei familiari vivono all'interno del bosco vecchio della Reggia pagando un canone tra i 5 e i 15 euro al mese

Cinque euro al mese di affitto, per alcuni adeguati fino a 15 euro, senza spese per acqua o luce, con "padronanza assoluta degli ambienti", per abitare in uno dei luoghi più belli d'Italia e del mondo.

Succede nella Reggia di Caserta, rivela Il Mattino, dove dodici persone sarebbero alloggiate, con tanto di nomi sui citofoni all'ingresso, in un vero e proprio "condominio borbonico" all'ombra del bosco vecchio del parco della Reggia: "nuclei familiari che stanno lì a gordersi un diritto innato, una sorta di privilegio  nobiliare, quello di vivere nel cuore del museo borbonico a un canone a prezzi stracciati".  

La storia va avanti dalla fine degli anni Novanta e ora su queste case, assegnate a ex dipendenti del museo o a loro eredi, c'è un'inchiesta della Procura della Corte dei Conti. Nel mirino i tecnici dell'Agenzia dell'Entrate e della Sovrintendenza, "due braccia dello Stato che per anni hanno intrecciato una sorta di querelle, proprio sulla permanenza di alloggiati a prezzi stracciati in uno dei giardini più belli e famosi del mondo", come scrive Il Mattino. Ma il caso "affittopoli" non riguarda soltanto la Reggia di Caserta: scenari analoghi sono stati riscontrati anche alla Reggia di Capodimonte a Napoli.

Mauro Felicori, neodirettore della Reggia di Caserta, ha puntulizzato a mezzo Facebook che "tutti gli inquilini, peraltro alloggiati con contratti regolari benché ovviamente discutibili - sono stati sfrattati dalla direzione che mi ha preceduto e si accingono - se non l'hanno già fatto - a lasciare gli appartamenti secondo le procedure dello Stato di diritto". 

Ancora una volta nel giro di pochi giorni la Reggia di Caserta finisce sotto i riflettori dopo la polemica tra i sindacati e lo stesso Felicori, chiamato in causa in un documento ufficiale di protesta. Alcune sigle sindacali avevano "accusato" il manager di restare in ufficio oltre l'orario canonico di lavoro. Permanza per la quale non è stato "comunicato e predisposto il servizio" di sicurezza e che metterebbe "a rischio l'intera struttura museale", come fanno notare le RSU nell'ambito di una lettera nella quale vengono fatti anche numerosi rilievi relativi principalmente proprio alla sicurezza della Reggia di Caserta e all'operato del manager. La lettera è diventata un caso nazionale, anche e soprattutto l'intervento su Facebook del premier Matteo Renzi, che aveva criticato l'accusa dei sindacati. 

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