Sabato, 27 Febbraio 2021
Sassari

Aggredisce gli agenti con una bottiglia rotta: Alì Mbye sarà espulso

L'episodio nel pomeriggio di ieri a Sassari. Per il 23enne del Gambia sono scattate le manette. Il sindacato: "Ci aspettiamo che l'espulsione diventi una misura reale, non solo virtuale"

Foto di repertorio

Ha oltrepassato la sbarra posta a chiusura dell'ingresso posteriore della Questura e ha aggredito con un collo di bottiglia gli agenti che gli chiedevano il motivo della sua presenza nel cortile. E' successo intorno alle 15.30 di ieri a Sassari. Per Alì Mbye, 23enne del Gambia, sono scattate le manette. Non solo: il 23enne, già noto per stupefacenti e reati contro il patrimonio, in quanto irregolare in Italia e non ottemperante a un decreto di espulsione emesso nel dicembre del 2018, sarà espulso dal nostro Paese. 

La vicenda ovviamente non è sfuggita a Matteo Salvini, che ieri ha commentato così l'episodio su Twitter: "Nessuna tolleranza per i delinquenti che aggrediscono le Forze dell’Ordine, a cui rinnovo la mia stima e la mia solidarietà. Il nostro obiettivo, ora, è rispedire nel proprio Paese questo delinquente". 

Per Vincenzo Chianese, Segretario generale del sindacato di Polizia ES, "scongiurare l'aggressione avvenuta ieri pomeriggio negli uffici della questura di Sassari sarebbe stato possibile se gli agenti avessero avuto in dotazione il taser".

"La burocrazia del Viminale blocca anche Gabrielli e noi, oggi, ci ritroviamo con le mani legate" aggiunge. "Ottenuto il permesso di soggiorno, aveva poi commesso numerosi reati tra cui furti e spaccio di stupefacenti - spiega Giovanni Cabras, dirigente nazionale ES -. La sua espulsione, deliberata dall’Autorità di pubblica sicurezza, era stata confermata dal Tribunale di Cagliari e già dal dicembre scorso sapeva ufficialmente dell’obbligo che aveva di lasciare l'Italia".

Il sindacato: "Ci aspettiamo che l'espulsione diventi una misura reale"

"È assurdo che nel nostro Paese si possa omettere di rispettare le leggi senza che ci sia alcuna conseguenza concreta - sottolinea Vincenzo Chianese, - e che possa pensare di ferire un poliziotto immaginando che questo non porti alle giuste conseguenze-. Ci aspettiamo che, dopo la convalida dell'arresto, l'espulsione diventi subito una misura reale e non solo virtuale. Nel frattempo facciamo i nostri complimenti al sovrintendente C.P, all'assistente A. M, all'assistente capo C.S, che veniva ferito con il collo di una bottiglia da Mbye ed all'assistente capo C. M. che riportava contusioni nella colluttazione". "Solo grazie al sangue freddo e alla professionalità dei poliziotti è stato possibile immobilizzare il giovane - conclude Chianese -. E' ormai evidente l'urgenza di accelerare le procedure per dotare tutte le pattuglie e tutti gli uffici di strumenti come il taser".
 

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