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Domenica, 29 Maggio 2022
Antisemitismo / Livorno

Dodicenne preso a calci e sputi da due ragazzine perché ebreo

Le carnefici hanno appena 15 anni. L'episodio in un parco pubblico. Il padre: "Nessuno dei presenti è intervenuto. Sono scioccato, così come lo è mio figlio"

Un ragazzino di 12 anni è stato aggredito, trasformato in bersaglio mobile a suon di calci e sputi perché ebreo. Non è una storia del passato, ma la cronaca di quanto accaduto a Venturina, nel comune di Campiglia Marittima in provincia di Livorno. A mettere in atto tanta violenza due ragazzine di 15 anni. Come racconta LivornoToday, l'episodio risale a domenica pomeriggio, 23 gennaio, ed è accaduto in un parco pubblico. A denunciarlo è il padre della giovanissima vittima che, sconvolto dall'accaduto, ha informato l'amministrazione comunale.

Il sindaco, Alberta Ticciati, parla di un fatto "Inammissibile. Gravissimo. Sconcertante. Inimmaginabile. I un lungo post su Facebook il primo cittadino riepiloga i fatti e condanna tanto orrore: "Un ragazzino aggredito, picchiato, offeso, umiliato per il suo credo religioso. Apostrofato, deriso e assalito dagli sputi di due quasi adolescenti. Mi dispiace per la crudezza della descrizione, ma niente di paragonabile rispetto a quello che quel ragazzino si porterà dentro per sempre. Quanto accaduto deve interrogare le istituzioni, ma anche le famiglie, ed i cittadini tutti. Una situazione incredibile, da pelle d'oca, sembra di essere ripiombati nei tempi più bui della storia del nostro paese. L'amministrazione comunale non intende sottacere o banalizzare quanto accaduto che è di una gravità inaudita. Abbiamo invitato la famiglia a fare i propri passi. Mi confronterò tra oggi e domani con le forze dell'ordine e la scuola e faremo il possibile perché la cosa non venga archiviata e banalizzata. Il fatto che nel 2022 succeda una cosa tale in una realtà come la nostra è di una gravità massima che va indagata, approfondita, compresa, e fortemente stigmatizzata".

A La Nazione il padre del ragazzino, ancora sconvolto, dice: "All'episodio grave si aggiunge un altro aspetto altrettanto grave, cioè il fatto che nessuno dei presenti abbia difeso mio figlio. Sono scioccato, così come lo è mio figlio. Non abbiamo dormito, non riesco a darmi una spiegazione a questo gesto. Non riesco nemmeno a parlarne, mi viene da piangere. Sinceramente non mi era mai accaduto niente di simile". Il padre ha raccontato di altri episodi che erano accaduti anni fa quando il ragazzo frequentava la scuola elementare: "Avevo trovato sui messaggi che si scambiavano con i ragazzi un disegno con una svastica e un paio di scarpe con scritto dal 39 al 42. In quell'occasione avevo informato i genitori, avevo fatto presente la gravità del gesto. Ma questa volta non mi fermo. Ho già parlato con la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati, con la dirigente scolastica Maria Elena Frongillo, ho informato la Comunità ebraica di Firenze che informerà quella di Livorno. E oggi farò la denuncia alle forze dell'ordine. Non ci si può voltare da un'altra parte, questi episodi vanno condannati e denunciati. Non si può scherzare con una cosa così tragica. Forse anche i genitori devono comprendere cosa è stato fatto da queste due ragazzine".

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