Giovedì, 4 Marzo 2021
Chieti

Aggressione a Lanciano, il 13enne si difende: ''Mi sono sentito minacciato''

Il giovane ha raccontato la sua versione dei fatti ai carabinieri: "Mi sono sentito minacciato e ho reagito tirando un pugno a Giuseppe Pio D'Astolfo, che poi è caduto a terra"

Giuseppe Pio D'Astolfo

Si è presentato spontaneamente in caserma il ragazzino di 13 anni responsabile dell'aggressione ai danni Giuseppe Pio D'Astolfo, il 18enne in coma farmacologico dopo aver ricevuto un pugno in testa nella notte di sabato scorso a Lanciano.

Aggressione a Lanciano: la difesa del 13enne indagato

Il giovane, indagato per lesioni gravi insieme ad altri quattro ragazzi, si difende: "Mi sono sentito minacciato e ho reagito tirando un pugno a Giuseppe Pio D'Astolfo, che poi è caduto a terra". Il ragazzino, che ha ammesso le sue responsabilità, è stato sentito dai carabinieri della cittadina, dai quali si è presentato spontaneamente per dare la sua versione dei fatti. Il giovane è stato sentito ieri sera dai carabinieri di Lanciano dove si è presentato spontaneamente, accompagnato dal difensore Vincenzo  Menicucci, per fornire la sua versione dei fatti sulla violenta serata di sabato scorso all’ex stazione Sangritana di Lanciano.

A seguito della testimonianza del minore questa mattina è scattata una raffica di perquisizioni  domiciliari, disposte dalla procura di Lanciano, dove sono stati acquisiti anche i telefoni degli altri quattro indagati in concorso e alcuni loro famigliari per verificare l’attendibilità del racconto del tredicenne. Gli altri quattro giovani sono due fratelli di 14 e 15 anni, un 18enne e un 30enne, cugini degli altri. 

Intanto la vittima, Giuseppe Pio D'Astolfo è ancora ricoverato all'ospedale di Pescara con prognosi riservata dopo essere stato sottoposto a intervento chirurgico per ridurre un ematoma e bloccare un'emorragia. 

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