Mercoledì, 14 Aprile 2021

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Un ago incandescente scioglie il tumore, l'operazione all'ospedale di Chioggia | VIDEO

Un ago incandescente in grado di "sciogliere" il tumore senza che il paziente senta dolore. Martedì è stata una mattinata importante per l'ospedale di Chioggia, dove per la prima volta è stata utilizzata questa tecnica innovativa (la "termoablazione"). Si può sfruttare per fegato, polmoni, reni o tiroide, oltre che per forme tumorali alle ossa. Operazioni che durano pochi minuti, a paziente sedato.

In molti casi la termoablazione può dunque sostituire l'operazione vera e propria. Attenzione però: come spiega al Corriere della Sera Michele Rusca, direttore dell’Unità di chirurgia toracica presso l’azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, "l’intervento è la prima scelta, essendo l’unica terapia che può ottenere la guarigione", mentre negli altri casi la ripresa della malattia è più frequente. 

L'operazione viene effettuata tramite un terminale chiamato antenna che  viene inserita direttamente nella lesione. "L'antenna attraverso un aumento di temperatura rapido, controllato e localizzato, provoca la distruzione del tessuto malato con la massima precisione", hanno spiegato il primario di Chirurgia Salvatore Ramuscello insieme al responsabile del servizio di ecografia interventistica Mario Della Loggia. "Rispetto a ieri possiamo intervenire in maniera mininvasiva, con una piccola incisione di 2-3 millimetri, su tumori importanti e calibrare il tipo di cura a seconda della neoplasia: si agisce localmente, delimitando e colpendo solo l’area interessata dalla malattia. Persino l’intensità di calore e la durata dell’intervento viene misurata in base alla grandezza del tumore da distruggere. In questo modo evitiamo l’asportazione chirurgica, rendendo possibile il trattamento anche su pazienti pluripatologici, quindi inoperabili e fragili, con tempi di ricovero più brevi e una migliore ripresa funzionale dei pazienti stessi".

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