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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Il dramma / Perù

Alberto Fedele: l'ingegnere di 30 anni è stato trovato morto

Era disperso dal 4 luglio in Perù. Ad agosto un primo ritrovamento, ma si trattava di un'altra persona

Era scomparso il 4 luglio scorso, quando non era tornato da un'escursione in montagna: nessuno aveva più notizie di lui. Il 16 settembre è stato ritrovato il corpo senza vita del cooperante trentenne Alberto Fedele, sulle Ande peruviane. Ingegnere originario di Voghera (in provincia di Pavia), l'uomo si era recato in Perù come volontario dell'organizzazione non governativa WeWorld. Si trovava lì da aprile. "È confermato che è lui. È stato riconosciuto grazie allo zaino e ai vestiti", ha detto il presidente della onlus, Marco Chiesara.

È stato trovato dalle squadre di ricerca sul nevaio del Chicòn, a San Isidro Chicòn, sulle Ande, nella provincia di Urubamba, in Perù. Secondo quanto riferito, Fedele stava compiendo un'escursione in solitaria. Il suo corpo era congelato quando è stato ritrovato. Il cadavere era stato trovato venerdì, ma la conferma che si trattasse di Alberto Fedele è arrivata sabato, quando il corpo è stato riconosciuto dall'avvocata della sua famiglia grazie agli abiti, a un braccialetto e allo zaino. Secondo le prime informazioni, l'uomo sarebbe scivolato da una roccia lungo il percorso verso la laguna Juchuyccocha, a un'altitudine di circa 4.800 metri.

Il 19 agosto era stato trovato un altro cadavere nella stessa zona e si era pensato che si trattasse di lui, ma le analisi effettuate qualche giorno dopo avevano determinato che si trattava di un'altra persona, morta circa tre mesi prima. Pavese, ingegnere, Fedele lavorava come data analyst per WeWorld.

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